MAURIZIO BATTISTA SEMPRE PIU’ CONVINTO
SEMPRE ESILARANTE ALL’OMBRA DEL COLOSSEO
di Alessandro Tozzi
Roma,
All’Ombra del Colosseo, dal 20 al 27 luglio 2011
Il più grande pienone dell’Ombra del Colosseo 2011, la storica manifestazione che fa sorridere i romani da 22 anni, per il momento spetta a Maurizio Battista; a chi verrà dopo il compito di battere il record.
Incredibile a dirsi, stavolta il comico allenta leggermente la pressione sull’argomento donne e catastrofi collegate. Sarà forse per il suo personale secondo matrimonio di pochi mesi fa, che dà il titolo al nuovo spettacolo in scena al Teatro Sistina il prossimo febbraio.
Dedica un paio di battutine piccanti perfino alla nuova consorte, ma non infierisce più di tanto, almeno rispetto a come ci ha abituati.
Piatto forte della serata, invece, quella romanità dentro, quell’appartenenza, quella fierezza tipica del romano, coi suoi pregi e coi suoi difetti.
Ad
esempio la grandezza, anche fisica oltre che storica, di Roma, quel romano bullo
in vacanza che ostenta un inglese che non conosce, quel romano fregnone che
compra improbabili oggetti da ambulanti cinesi che puntualmente si sganasciano
dalle risate appena concluso l’affare (esilarante, da lacrime agli occhi, la
presentazione di un ombrellino per cani) e pensa di essere stato furbo.
Riproposti col solito successo grandi classici del comico, le amenità di Roma, le notizie assurde di certi giornali e tante battute flash. Ma queste serate dell’Ombra del Colosseo hanno avuto almeno tre protagonisti inediti o quasi nel repertorio di Maurizio Battista, almeno introdotti solo quest’anno, in questo stesso show già andato in scena al Teatro Olimpico lo scorso febbraio.
Intanto
tale Angelino, per la prima volta presente in tutta la sua persona e chiamato
sul palco del comico, pittoresco personaggio in un certo senso ispiratore di
certe gag di Battista stesso e trascinatore di risate nel racconto di
barzellette. Tanto trascinatore che fatica lui stesso a trattenersi,
amplificando le risate della platea.
Poi i compianti genitori. Il padre ricordato per le sue goliardate nel bar di famiglia, ma anche per tante tenerezze e tante durezze, per quell’insegnamento “professionale”, per quella grandezza data dalla semplicità. La madre ricordata anche attraverso gli scapaccioni presi, ma omaggiata in conclusione di serata con una dolcissima dedica strappalacrime.
Come
se il grande artista volesse giocare col suo pubblico e provare un’emozione
diversa: far ridere per due ore e mezza e poi commuovere negli ultimi cinque
minuti.
Un successo in più. Missione compiuta!