BISCA, EVOLUZIONE COMPIUTA
MUSICA E PAROLE PER TESTE PENSANTI
di Alessandro Tozzi
BISCA
– EVOLUZIONI – SUONI LIBERI - 2011
Produzione: Sergio Maglietta
Formazione: Sergio Maglietta – voce e sax; Elio Manzo – chitarra e basso + turnisti e ospiti vari
Titoli: 1 – By my side; 2 – Sonno; 3 – Folla; 4 – Macchina; 5 – Notte; 6 – Lucià; 7 – La lavatrice; 8 – Immagina; 9 – Corpi; 10 – Lo stimolo eccessivo; 11 – Il futuro; 12 – By my side (extended)
Dagli autori de La bomba intelligente la consueta contestazione intelligente. Intelligente perché non cade nella tentazione della voce grossa o di scontate volgarità; nel contenuto dei testi, infatti, Sergio Maglietta fa ricorso a tutta la sua arguzia, ma non con quella voglia di spaccare tutto tipica di altri gruppi che affondano le proprie radici, come i Bisca, nei centri sociali.
Lui
fa riflettere ed è un piacere ascoltarlo, sia per il calore delle sua voce,
all’apoteosi quando si esprime nei sussurri di Notte, ma dignitosissima
anche negli episodi di maggior ritmo, come l’opener By my side o
Macchina.
Ah, By my side: meraviglioso esempio di congiunzione tra ska arrabbiato e funky da ballare. Impossibile non battere almeno il piedino sul ritmo incalzante di Elio Manzo “centogrammi” al basso, accompagnati costantemente dal sax di Maglietta stesso. La voce di Zaira Zigante dà ancora più forza al ritornello, degno di un gruppo rock di livello internazionale.
Poi si prosegue con Sonno, più mansueta e comunque con tutti questi elementi al loro posto, salvo i ritmi più bassi e la voce meno spremuta.
L’accoppiata
pezzo tirato e pezzo lento a seguire viene ripetuta anche con Macchina,
altro spettacolare pezzo ballabile ma deciso, con slogan cantato a gran voce
come ai vecchi tempi, e poi Notte, molto introspettiva e caratterizzata
dal drumming semi-jazzistico di Domingo Colasurdo; però i ghirigori
chitarristici e bassistici di Elio Manzo danno il ritmo giusto, Macchina
prende con il tempo e con il testo. Si parla di una macchina che non vuol
saperne di ripartire, fin troppo facile l’accostamento con la nostra povera
nazione. Il sax di Maglietta incombe ad ogni momento.
Il top della protesta sociale è La lavatrice, rivisitazione del pezzo già edito nel 2001 per Il cielo basso, in cui il banale elettrodomestico è associato al generale Pinochet; il comune denominatore è la pulizia da fare secondo programma. Metafora arguta, ma anche qui va precisato che sotto le parole sibilline resta un ritmo sempre presente: batteria, basso e sax a turno mettono il visto sui concetti espressi dalle parole stesse.
Altra denuncia sociale, per quanto già abbastanza gettonata, è quella di Corpi, dedicata agli immigrati e alla loro disperazione.
Musicalmente
molto interessante anche Lo stimolo eccessivo, dominato dal basso
massacrante, bel ritmo anche se più cadenzato rispetto ad altre tracce; lo
stimolo eccessivo che stressa può essere ovviamente interpretato in modo molto
materiale ma anche in altro modo.
Insomma l’evoluzione dei Bisca può dirsi completa: dal punto di vista musicale il sound è decisamente più moderno rispetto a certe ruvidità degli esordi, mentre i contenuti sociali sono maturi, mai banali. Un disco col sangue nelle vene.