BROADWAY BROADWAY ALL’ELISEO

IN SCENA IL MUSICAL SUI MUSICAL

 

di Alessandro Tozzi

 

BROADWAY BROADWAY – IL MUSICAL SUI MUSICAL

Regia e testi Gian Paolo Marino

Con Teresa Fessia, Paolo Acchiardi, Chiara Albanese, Roberta Daniel, Ferruccio Fusetti, Giovanni Grimaldi, Marta Mattalia, Francesca Monte, Mattia Pelosi, Anna Petracca, Chiara Rosso

Produzione Conservatorio di Musica Ghedini di Cuneo

Roma, Teatro Eliseo, 15 e 16 giugno 2011

 

Impressionante spettacolo di 3 ore allestito, suonato e cantato tutto dal vivo, con un’orchestra di 20 elementi diretti da Massimo Peiretti e con le coreografie di Monica Sava.

Lo spettacolo viene sottotitolato Il musical sui musical, e ben presto se ne capisce il motivo: il famoso Music Box Theatre di New York ha appena chiuso il sipario sul suo ultimo show, la mattina successiva si aprirà il cantiere che lo trasformerà in un supermercato.

La custode Ada Zuckerman (una simpaticissima Teresa Fessia), a rischio disoccupazione, sta per chiudere bottega per sempre ma ad un certo punto si spengono le luci, si sentono risate e vocine. Sono gli spiriti di tutti gli interpreti dei grandi capolavori messi in scena su quel palco.

A quel punto alcuni spettatori attardatisi più del solito per respirare per l’ultima volta il sapore dello storico teatro chiedono ad Ada di raccontare la storia di quel punto, con tutto il suo vissuto.

E qui scatta la magia, il tempo non esiste più, si va indietro nel tempo, gli spiriti si materializzano, diventano tanto familiari ad Ada e lei a noi, con le sue spiegazioni da voce narrante tra un numero e l’altro.

E’ un vero e proprio excursus storico, che parte dopo la crisi del 1929, dal primo musical degno di questo nome mai scritto, Oklahoma, semplice storia di due ragazzi che si contendono una donzella, ma che comunque segna l’inizio di un’epoca.

La parata continua andando avanti nel tempo, si arriva pian piano a Woodstock, a Grease, a Jesus Christ Superstar, fino a I miserabili.

E’ una girandola di emozioni, sostenute dall’impeccabile orchestra in cui nulla è lasciato al caso, ogni triangolo, ogni suono ha il suo perché nell’accompagnare ballerini e ballerine in scena. Di ogni musical vengono riproposte scene condite dal perfetto cantato del tenore Mattia Pelosi, di Paolo Acchiardi, particolarmente d’effetto nel ruolo di Giuda, ma comunque appare davvero impossibile bocciare qualcuno. Ognuno dei protagonisti ha il suo spazio, anche individuale, la sua performance canora, il suo pezzo forte; sanno tutti il fatto loro, anche i costumi sono fedelmente riprodotti, l’atmosfera magica in questa conversazione un po’ assurda un po’ no è costante, Ada diventa una di loro più volte, addirittura li rimprovera se lasciano in disordine il palco!

Ma la meraviglia assoluta, degna di cotanto spettacolo, sta nella grande rivelazione finale: se Ada ha iniziato a lavorare nel glorioso teatro nel 1929 non dovrebbe essere, nella migliore delle ipotesi, una vecchietta malandata? Come ha fatto a mantenersi così giovane e così efficiente? Semplice: con tutti gli artisti che ha visto esibirsi è vissuta di sogni e fantasie, sono loro l’elisir di lunga vita!

 

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