BUCCIROSSO, NAPOLETANO A BROADWAY
GRANDISSIMO SHOW AL SALA UMBERTO
di Alessandro Tozzi
CARLO
BUCCIROSSO – NAPOLETANI A BROADWAY
Regia Carlo Buccirosso
Con Carlo Buccirosso, Valentina Stella, Gianni Parisi, Graziella Marina, Claudia Federica Petrella, Davide Marotta, Sergio D’Auria, Giordano Bassetti, Fabrizio Miano, Carmine D’Orsi, Viviana De Angelis
Produzione Enfi Teatro srl
Roma, Teatro Sala Umberto, dal 26 dicembre 2011 al 22 gennaio 2012
Questa sembra una commedia nata per dimostrare, con tutto il suo carico comico, che in fondo il mestiere dell’attore non è così diverso da molti altri.
Vito Pappacena (Carlo Buccirosso, autore, regista ed interprete) è un inguaribile innamorato del teatro e, complice il fatto di essere un altrettanto inguaribile scapolone e di vivere ancora con mamma Margherita (Graziella Marina) senza alcuna disperazione, insegue il sogno di sfondare nel teatro. Ma non si accontenta di sfondare e basta. Vuole farlo con tutta la sua “napolenità” che ad un certo punto un tracotante regista, Sebastiano Sommella (Gianni Parisi, che ricorderete avversario di Buccirosso anche in Febbre da cavallo – La mandrakata) considera eccessiva.
Al
di là di questa delusione, tutta la prima parte dello spettacolo mette a nudo il
peggio del mestiere dell’attore, spesso così superficialmente ritenuto dorato.
Anche in questo settore esiste il famoso “Le faremo sapere” pronunciato ad hoc per liquidare senza tanti complimenti persone o progetti non consoni alle richieste. Anche qui ci sono i raccomandati che scavalcano senza alcun merito gli altri, come il nipote di Sommella (Giordano Bassetti). Anche qui non ci sono solo le emozioni e gli applausi, ma anche le delusioni da digerire e la creatività frenata dalla mancanza di fondi, o peggio, la non libertà di espressione e i ricatti basati sulle sovvenzioni da ottenere.
Al rifiuto dell’antipatico Sommella per eccessiva napoletanità scatta in Vito la questione di tigna: apre, grazie ai soldi e alla sapiente amministrazione della mamma, un’agenzia che recluta artisti con la tassativa condizione di essere napoletani, e anzi che queste origini siano inequivocabili nella loro dizione.
L’agenzia
parte bene, nasconde un talento invisibile agli occhi di Vito, la donna delle
pulizie (Valentina Stella) che tra l’altro cova anche una certa simpatia per
lui, che però non vuol saperne di darle una possibilità, né come compagna né
come artista.
Sembra arrivare il momento della riscossa perché alla porta dell’agenzia, qualche anno dopo l’infame “Le faremo sapere”, bussa proprio Sebastiano Sommella in persona. Ma i rancori sembra possano essere messi da parte perché la proposta che arriva da lui è allettante: trapiantare tutta la compagnia a Broadway, patria naturale dello spettacolo, conservando stavolta senza remore tutti i tratti distintivi napoletani e tutti gli elementi, compreso il nano tuttofare (Davide Marotta, che la mia generazione ricorda come quello del “Ciripiripì Kodak” in un famoso spot degli anni ’80). Addirittura troppo bello per essere vero, tanto più che la proposta è accompagnata da promesse di contributi governativi e tante chimere molto ben infiocchettate.
Battute esilaranti, la comicità corporea di Buccirosso, le coreografie di Fabrizio Angelini, la splendida voce di Valentina Stella, rendono lo spettacolo un evento davvero completo di tutti gli ingredienti.
Con il teatro Napoli non tradisce mai.