« Tous cannibales »

Al La Maison Rouge dal 12 febbraio al 15 maggio 2011

di Claudia Pandolfi

 

Dal 12 febbraio al 15 maggio 2011, la Maison Rouge organizza un’esposizione consacrata alla questione dell’antropofagia e alle sue rappresentazioni nelle arti plastiche di oggi.

Per questa manifestazione, il curatore ha scelto di rappresentare un corpus di opere realizzate maggiormente da una giovane generazione di artisti, che lavorano indipendentemente gli uni dagli altri, sul concetto della incorporazione. La parte contemporanea di questa esposizione (fotografie, video, installazioni, sculture, disegni e pitture) è in dialogo con una parte storica (opere illustrate, testi miniati, incisioni e oggetti d’arte primaria) testimoniano l’evoluzione e la persistenza del tema dell’antropofagia attraverso le età e le latitudini.

Nozione ancora poco considerata dalla critica e dai teorici dell’arte, appare pertanto in secondo piano rispetto alle ricerche della creazione attuale, come conferma la presenza di alcuni artisti inevitabili della scena contemporanea nell’esposizione:

Scartando le rappresentazioni che potrebbero essere qualificate come “truci”, Jeanette Zwingenberger ha preferito artisti – di cui circa la metà sono donne – che abbordino la crudeltà del soggetto con un occhio critico,, con una certa delicatezza, con un immaginario onirico che articola e sviluppa le problematiche che attraversano questa nozione.

Nell’era della clonazione, dei trapianti e dei mondi virtuali, e di una integrità del corpo rimessa in discussione, gli artisti dell’esposizione testimoniano un nuovo sguardo rivolto ai corpi.

Il loro lavoro procede in modo decisivo, seppur frazionato, verso la metamorfosi e la ricomposizione in un corpo ibrido, ogni volta commestibile e antropofago.

Non ci sarà assorbimento, oppure divorazione, nella relazione con gli altri, questo sembra, nei confronti delle persone con le quali ci cotruiamo il nostro io? Come sottolinea Claude Lévi-Strauss, in una citazione messa in epigrafe dal ccuratore dell’esposizione: « Noi siamo tutti cannibali. Dopo tutto, il mezzo più semplice per identificate gli altri a sé stessi, è ancora mangiarseli (La Repubblica, 1993).

Lista di artisti presentati all’esposizione:

Makoto Aida, Pilar Albarracin, Gilles Barbier, Michaël Borremans, Norbert Bisky, Patty Chang, Jake & Dinos Chapman, Will Cotton, Wim Delvoye, Erik Dietman, Marcel Dzama, James Ensor, Renato Garza Cervera, Francisco de Goya, J. J. Grandville, Sandra Vasquez de la Horra, Pieter Hugo, Melissa Ichiuji, John Isaacs, Oda Jaune, Michel Journiac, Fernand Khnopff, Frédérique Loutz, Saverio Lucariello, Alberto Martini, Philippe Mayaux, Patrizio Di Massimo, Théo Mercier, Yasumasa Morimura, Vik Muniz, Wangechi Mutu, Álvaro Oyarzún, Chantalpetit, Giov.Battista Podesta, Odilon Redon, Félicien Rops, Bettina Rheims, Toshio Saeki, Cindy Sherman, Dana Schutz, Jana Sterbak, Adriana Varejâo, Joel-Peter Witkin, Ralf Ziervogel, Jérôme Zonder.

Curatore: Jeanette Zwingenberger

L’esposizione invita i suoi visitatori a levare lo sguardo su un tema che sconvolge, represso come un tabù, ai confini della etnologia, della storia, della psicoanalisi della medicina e della religione.

Questa esposizione proseguirà a Berlino dal 28 maggio al 18 settembre in un luogo recentemente aperto dal collezionista Thomas Olbricht, “Me Collectors Room Berlin”.

 

 

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