CAPITAN AMERICA
di Claudia Pandolfi
Regia:
Joe Johnston
Interpreti: Chris Evans, Hugo Weaving, Tommy Lee Jones, Stanley Tucci, Hayley Atwell.
Provenienza: USA
Durata: 124 min.
Tratto da un famoso fumetto degli anni ’40 creato da Joe Simon e Jack Kirby, e pubblicato dalla Marvel Comics, Captain America – Il Primo Vendicatore è un film ambientato durante la seconda guerra mondiale, che rappresenta in maniera evidente il senso di libertà e giustizia del popolo americano, desideroso di opporsi strenuamente alla follia e alla barbarie dei soldati nazisti.
Durante
la seconda guerra mondiale, il gracile e cagionevole Steve Rogers,
desideroso di andare al fronte, si sottopone ad un esperimento che lo trasforma
in un super-soldato. Nasce così Capitan America, il supereroe
icona dell’impegno e del trionfo a stelle e strisce nel conflitto bellico contro
la minaccia nazista. Come viene raccontato nel fumetto originale, alla fine
della guerra, nel vittorioso tentativo di impedire la distruzione di Londra,
Capitan America finisce nell’Atlantico dove resta ibernato fino ai giorni
nostri, quando viene recuperato dai Vendicatori.
Ecco,
appunto. I giorni nostri. Cos’accadrebbe se Capitan America si svegliasse negli
Stati Uniti di oggi, nel mondo post-11 settembre? Forse andrebbe a trovare
qualche suo commilitone ormai anziano che gli racconterebbe del Vietnam, del
Watergate, dell’Iraq, di Guantanamo e di ogni altro evento che ha minato la
fiducia del popolo americano nelle proprie istituzioni. In un batter di ciglia,
il buon Steve Rogers, rappresentante più genuino dell’american way,
passerebbe dalla gloria del trionfo sulle forze dell’Asse all’avvilimento di
un’America disillusa e ferita. Restituire al popolo l’orgoglio della propria
appartenenza sarebbe senz’altro la sfida più ardua che il supereroe creato da
Joe Simon e Jack Kirby si troverebbe ad affrontare.
Tematiche
interessanti, pure affrontate in modo più o meno indiretto negli albi di Capitan
America, ma, purtroppo, totalmente assenti in quest’attesa trasposizione firmata
da Joe Johnston, premio Oscar per gli effetti speciali de I predatori
dell’Arca perduta e autore di prodotti come Jumanji, Jurassic park 3 o Wolfman.
Tranne il prologo e l’epilogo, il film è completamente ambientato durante la seconda guerra mondiale con una ricostruzione storica stilizzata. Da notare che anche il primo cinecomic del regista, Rocketeer, aveva la stessa ambientazione e qualche elemento estetico della medesima concezione, ma presentati in modo molto più contenuto, realistico ed elegante.
Steve
Rogers
è interpretato da Chris Evans, ormai esperto delle trasposizioni
fumettistiche dopo i due Fantastici 4, The losers e Scott Pilgrim. Ridotto pelle
e ossa dagli effetti digitali per la prima parte del film, gli viene poi
somministrato il siero del super-soldato dal dr. Erskine, un sempre
straordinario Stanley Tucci, il migliore del cast. Steve deve indossare
dapprima il costume di Capitan America in versione calzamaglia classica come
mezzo di propaganda, mentre la poco convincente tenuta da combattimento vera e
propria somiglia più che altro a una tenuta da rugby.
Da eccezione, a moda, a prassi: i lungometraggi tratti dai fumetti, in particolare di genere supereroistico, si sono oramai imposti sul mercato e sembra che siano qui per restare.
Il 2011 è stato un anno prolifico in tal senso: dopo gli X-Men e Thor, abbiamo visto approdare sui nostri schermi, giusto nelle ultime ore, i trailer di Spider-Man, Batman e de I Vendicatori.