IL DR. K RACCONTA I PROWLERS

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE DI CLAUDIO CAPPABIANCA

 

di Alessandro Tozzi

 

In un ambiente in cui molti, con l’entusiasmo giovanile, intraprendono progetti per poi annegare miseramente dopo un più o meno lungo anonimato, ci sono anche favole come i Prowlers, nati quasi per gioco come cover degli Iron Maiden e gradualmente cresciuti, fino a scavalcare il muro e iniziare a comporre materiale proprio, contenuto nei 3 albums pubblicati (assaggiateli sul loro sito) e nel quarto, al momento in lavorazione.

Questo, insieme ad un’attività live che li ha portati anche spesso fuori dai confini nazionali, dovrebbe ampiamente bastare come biglietto da visita e come certificazione del loro valore, comunque sentiamo cosa hanno da dire, oltre che da suonare, dalla viva voce di Claudio Cappabianca, il Dr. K, batteria e mente del gruppo.

Come sono nati i Prowlers?

I Prowlers nascono nel 1996 con l’intento di riproporre dal vivo i brani dei grandi Iron Maiden. A quel tempo il fenomeno delle tribute bands, tanto in voga adesso, era ancora in fase embrionale. Siamo fieri di essere stati i primi a Roma a dedicarci così intensamente all’attività di tributo alla Vergine di Ferro.

Come avete scelto il nome del gruppo?

Prowler è il titolo di una canzone degli Iron Maiden (la prima del primo album, per l’esattezza). Ci è piaciuto subito come nome per la band, suona molto rock, al punto di mantenerlo anche dopo la scelta che abbiamo fatto di dedicarci a brani scritti da noi e non più alle cover degli Maiden.

Sapete dell’esistenza di altre band col nome The Prowlers?

Nel 1996, quando Internet non era ancora così diffuso, era difficile rendersi conto in tempo reale di cose del genere. Abbiamo scoperto dell’esistenza di altri Prowlers solo molti anni dopo, ma la cosa non ci ha sconvolto più di tanto, anche perché si trovano all’estero (Canada e USA) e suonano generi completamente diversi dal nostro. Dopo 3 album e decine di concerti col nome The Prowlers credo sia chiaro che i Prowlers del metal siamo solo noi!

Cosa significano per voi gli Iron Maiden?

Quello che significano per chiunque ascolti e suoni questo genere di musica: musicisti che hanno osato, che hanno inventato un genere, fregandosene delle mode… praticamente dei maestri.

Come vi dividete i compiti all’interno del gruppo (scrivere, registrare, arrangiare, etc.)?

Tutti sono liberi di portare idee all’interno del gruppo, sia che si tratti di testi, che solo di musiche. I brani vengono poi arrangiati suonandoli e riascoltandoli tutti insieme.

Come è andato il vostro terzo album, Re-evolution?

Dal punto di vista delle vendite niente di che, ma è tutto il mercato discografico ad essere in crisi a causa di Internet, si sa. Ma è proprio grazie ad Internet e a siti come MySpace che siamo riusciti a farci sentire e ricevere consensi anche dall’estero.

Come è andata in giro per l’Europa?

Il tour europeo, ormai risalente ad un anno fa, è stato fantastico, abbiamo suonato in Danimarca, Olanda, Germania, Belgio, Svizzera… Un’esperienza memorabile che speriamo di ripetere al più presto!

Anticipazioni sul disco in lavorazione?

Sarà un disco in cui, come sempre, tutti daranno un contributo alle composizioni. Io sono il più “power metal” del gruppo, il bassista Alessandro Vincis e il tastierista Massimiliano De Stefano sono più “prog” mentre il nuovo chitarrista Roberto “Robin” Franzò è l’anima “hard rock” della band. Unisci questi tre generi e verrà fuori un album con 12 tracce tutt’altro che noiose o monotone… almeno speriamo!

Ecco, appunto, ho saputo di questi recenti cambi di formazione, cosa è successo?

Ebbene si, abbiamo preso un chitarrista nuovo al posto di due. Per motivi personali, infatti, Stefano “Napo” D?Orazi e Fabio “The Eldar” Schirato hanno dovuto lasciare il gruppo, ci è dispiaciuto molto ma è stata una scelta serena e siamo rimasti in ottimi rapporti.

Seguirà un nuovo tour?

Beh, ce lo auguriamo davvero! Tutto dipenderà dalla casa discografica con cui firmeremo il contratto e dal successo che avrà il nuovo album sia come vendite che come recensioni. Anche il passaparola su Internet sarà fondamentale.

Avete mai pensato di svincolarvi, anche parzialmente o momentaneamente, dal metal?

Neanche per idea!

Pezzo preferito degli Iron e dei Prowlers.

Il mio pezzo preferito degli Iron Maiden? Non saprei, i primi sette album sono tutti capolavori, mi dispiace non poter dire lo stesso degli ultimi otto! Per quanto riguarda il mio gruppo mi piacciono molto A descent into the Maelstrom sul primo album e Fused sul secondo.

Cosa fareste nella vita se non foste musicisti?

Diciamo che la musica ha ancora un ruolo parziale nella nostra vita, in quanto non viviamo grazie a questa (magari!) ma abbiamo ciascuno il proprio lavoro. Quindi, probabilmente, faremmo ciò che facciamo tuttora quando non suoniamo. Ma sinceramente non me la immagino proprio una vita senza musica!

Avete messaggi particolari da mandare a chi vi segue?

Vorrei semplicemente dire ai nostri fans che l’attesa sta per finire. Abbiamo previsto di completare le registrazioni entro l’estate 2011 e di andare a mixare il nuovo materiale a settembre. Se tutto va bene entro la prima metà del 2012 uscirà il nostro nuovo album.

Bene, il conto alla rovescia è iniziato, Sul Palco vi terrà d’occhio!

 

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