CEZANNE ET PARIS
Musée du Luxemburg dal 12 Ottobre 2011 al 26 febbraio 2012
di Claudia Pandolfi
L’esposizione
si sviluppa intorno a cinque tematiche:
1- PARIGI, A NOI DUE: all’accademia Svizzera del Louvre si trovano i primi ateliers Primi paesaggi parigini.
Voluto e sostenuto da Zola, amico rincontrato a Aix al collège Bourbon, già istallato a Parigi, Cézanne si ricongiunge alla capitale nel 1861, contro la volontà di suo padre diviene “artista”. Frequenta l’Accademia Svizzera dove incontra altri pittori quali Pissarro e Guillaumin, con i quali si lega da una profonda amicizia. Parigi, dove l’accademia si impone attraverso il Salon, è allo stesso tempo il luogo di rivolta e di avanguardia. Durante tutti questi anni parigini si appropria delle tradizioni antiche e moderne. I suoi carnets di disegni attestano uno sguardo attento ai grandi maestri della pittura (Rembrandt, Poussin, Rubens, Delacroix…) e della sculura antica, classica e brocca (con delle copie di Michelangelo e Puget). Allo stesso tempo, partecipano al movimento impressionista senza veramente aderirvici. Anche se pittoricamente cresciuto a Parigi, dove ritorna nel 1905, Cézanne ha alla fine rappresentato la città “tra le mura” dentro le sue opere. Non invoca mai i siti celebri, ma disegna quello che vede dalla sua finestra o da una terrasse su un marciapiede. L’unica eccezione è il quadro La Rue des Saules. Cézanne ha posato il suo cavalletto in una via di Montmartre. Ma la via è deserta……..
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PARIGI, LA CITTA’ FUORI LE MURA: PAESAGGI
Trasferitosi nella capitale, Cézanne non cessa di spostarsi (si conoscono piu’ di venti indirizzi differenti) e di lasciarla. Al fine di dipingere sul motivo, lavora sulla pittura di paesaggi, studiando da pittori come Pissarro e Guillaumin, i quali fanno parte dle movimento impressionista. Questi vogliono riprendere la tradizione del paesaggio dopo Courbet, Corot e i pittori di Barbizon che vogliono rappresentare, attraverso la campagna parigina, una certa identità francese. Ma velocemente Cézanne s’impone come maestro facendo «dell’impressionnismo una cosa solida e durevole come l’arte dei musei». Il quadro Le Pont de Maincy ne è l’espressione intorno al 1880.
3 - LA TENTAZIONE DI PARIGI : LA SESSUALITA’
Esattamente come Courbet o Renoir, il nudo è na preoccupazione maggiore per Cézanne. Dipinge la tentazione di San Antonio, tema ricorrente della storia dell’arte, tra il 1870 e il 1877, veromilmente dopo una lettura si Flaubert. Nello stesso anno i quadri a carattere erotico si moltiplicano: Une Moderne Olympia, La Lutte d’amour…
Dopo la testimonianza del mercante d’arte Vollard, Cézanne lavora su una grande tela « Baigneuses » al momento nel quale esegue il suo autoritratto nel 1899. Lontano dal ricercarte la dimensione erotica del corpo, l’artista vuole allora costruire una nuova espressione di nudo e inverte il suo personale linguaggio pittorico.
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– POSARE COME UNA MELA: nature morte e ritratti
Per Cézanne, la natura morta è un motivo come un altro. Equivalente di un corpo umano e di una montagna, si presta particolarmente alle ricerche sullo spazio, la geometria dei volumi, il rapporto tra colore e forma: «il colore è la sua ricchezza e la forma la sua pienezza » diceva. Su circa 1 000 quadri repertati si contano circa 200 nature morte di cui la metà circa prende in considerazione «les mele». A vole assocuate a dei temi eroici e a dei ritratti, queste, raccontano Parigi tanto quanto un paesaggio.
Tra i ritratti, le cui tele di fondo sono sovente tele già usate, sfigura spesso la sua comagna Hortense Fiquet. Cézanne fa posare amici emblematici durante i suoi soggiorni parigini: Victor Chocquet, collezionista, Gustave Geffroy, critico d’arte e infine Ambroise Vollard, « il » mercante he organizza le sue prime esposizioni.
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– LE VIE DEL SILENZIO: ultimo soggiorno all’Ile-de-France; paesaggi in
riva al Marne
Dopo il 1888, Cézanne soggiorna spesso nella regione parisienne dopo aver vissuto molti anni in Provence (dal 1882 al 1888). Passa un’estate a dipingere vicino a Auvers, a Montgeroult, rende visita a Monet a Giverny nel 1894, suoi luoghi di predilezione in quegli anni intorno al 1890 sono i bordi della Marne verso Maisons-Alfort e Créteil, e la regione della Marlotte e di Fontainebleau. La riviera l’incanta, vi trova freschezza, calma e serenitàe le sue tele esprimono il « silenzio » della natura. A Paris, i toni si attenuano intorno ai blu e ai verdi della Provenza, lavora alla «Symphonie des ors de Sainte Victoire”.
Avendo conquiatati il suo posto nella capitale e acquisito confidenza con la sua arte, ritorna nella sua terra provenzale verso la quale il suo attaccamento non ha mai cessato di crescere. Ormai non deve piu'. Parigi è sua. I suoi ammiratori si recano a Aix per rendergli omaggio. Cézanne, molto cosciente della sua fama, ormai internazionale, vuole la solitudine per finire le sue opere.
Se i suoi amici artisti, incotrati negli anni intorno al 1860, hanno collezionato le sue opere, bisogna attender ela nuova generazione di pittori post-impressionisti (Signac, Gauguin, Maurice Denis poi Matisse, Derain, Picasso…) per i quali Cézanne imprime il suo marchio nell’arte moderna. Il Puntinismo, il Nabismo, il Fauvismo, il Cubismo, l’Astrattismo di Malevitch, Mondrian, Kandinsky si vendicheranno di lui. Da essere definito come un « primitivo della nuova arte», diviene « il padre di tutti noi» secondo le parole di Picasso.
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