CIAMPICONE E LA SUA “VITA DA ‘N EURO”
UNO SPACCATO DELLE BORGATE ROMANE
di Alessandro Tozzi
Roma,
McTower pub, 13 gennaio 2012
Fabrizio De Luca dalla Serpentara, in arte Ciampicone, di tanto in tanto imperversa nei locali di Roma e provincia con le sue storie “da ‘n euro” nel senso di molto proletarie ma anche da “neuro” nel senso di delirio.
La ricetta delle serate di Ciampicone è presto detta: la sfiga. Il racconto della sua, di sfiga, quella patita in borgata come tanti altri, quella dei primi approcci con l’altro sesso, quella delle file sulla Via Aurelia per andare e tornare dal mare nelle domeniche di luglio a 40 gradi all’ombra, quella degli attacchi di colite in Agriturismo proprio quando la donna dei suoi sogni sta per concedersi, fino a quella più demenziale del rifiuto canino calpestato.
Ciampicone
è uno autentico: non nasconde che parla di sé, delle sue disgrazie piccole e
meno piccole, ma ci sorride sopra e tenta di far sorridere tutti. Leit motive le
difficoltà adolescenziali nel capire l’universo femminile, in tempi in cui non
c’era Internet, YouTube e Facebook a rivelare tutto e subito. Ci si basava sul
passaparola, sui miti, veri e falsi, raccontati dagli amici più grandi al
ritorno dalle vacanze.
Tempi in cui scucire un indirizzo o un numero di telefono faceva sentire onnipotenti, per non dire di un appuntamento, raccontato nella sua preparazione dal punto di vista maschile (5 minuti) e da quello femminile (8 ore), con i consigli degli amici e tutti i dubbi che accompagnavano la fantomatica “prima uscita”.
Poi
le pulizie di casa, le follie di oggi con l’uso dei telefoni cellulari,
Ciampicone spesso pesca o fa pescare a qualche astante un argomento a caso dal
suo speciale elenco e comincia ad andare a braccio. Può capitare di tutto,
chiunque dal posto può essere preso in giro, ma lui specifica sempre che ti
prende in giro per un motivo che tanti anni fa è toccato prima a lui…
Le chicche della serata sono state una all’inizio, imprevista, e una alla fine, abbastanza abituale.
Prima di cominciare ha avuto una presentazione eccellente perché è stato introdotto da Andrea Striano “Il Drago”, voce autorevole di Radio Rock e compagno virtuale di tanti ascoltatori nelle sue trasmissioni, spesso condite da ospiti importanti.
A
concludere, invece, la consueta poesia Tu sei, quanto di più
imprevedibile ci si possa aspettare dopo uno spettacolo a tratti anche un po’
greve, forse indigesto ai più schizzinosi. E’ una poesia tenerissima, come tante
che ogni tanto l’artista pubblica nei suoi spazi Facebook, un inno all’amore in
tutte le sue forme, nonostante le battute della serata, anche le meno eleganti.
D’altronde i grandi comici devono far ridere per mestiere, ma anche saper tornare in sé quando occorre.