IL SALA UMBERTO “LUNEDI NON RIPOSA”
CI PENSANO CIUFOLI, CESARI E PERROTTA AD ANIMARLO
di Alessandro Tozzi
ROBERTO
CIUFOLI & OLEN CESARI – LUNEDI NON RIPOSO
Con Roberto Ciufoli, Federico Perrotta, Olen Cesari e la International Clandestine Orchestra, Filippo La Mantia
Roma, Teatro Sala Umberto, 7 novembre 2011
Spettacolo tutto particolare ma di assoluta qualità questo, nato dall’iniziativa di Roberto Ciufoli per movimentare il lunedi, giorno notoriamente di scarsa attività per teatri, e anche per i barbieri, cosa che però a lui poco interessa per ovvi motivi.
Comicità, buona musica, un pizzico di gastronomia, questa la ricetta della serata; lo spettacolo alterna interventi di Ciufoli stesso, di Federico Perrotta, di Olen Cesari e la sua band, di Filippo La Mantia, coinvolgendo un paio di spettatori chiamati a fare da giuria, associando il giusto vino ai numeri dello spettacolo.
Così Ciufoli esegue tre numeri diversi ma ugualmente interessanti: un monologo
sulle peripezie del principiante sciatore, che puntualmente viene scippato della
moglie dall’avvenente maestro di sci, che per sfregio è perfino capellone.
Oppure un commosso ricordo di Renato “Scimmietta”, ladruncolo di periferia, da parte di un “collega” ed intimo amico, che si conclude con il bizzarro paradosso: i ladri sono la fortuna della società, secondo l’arzigogolata spiegazione dell’amico inconsolabile. Oppure ancora una particolare interpretazione di Perdere l’amore di Massimo Ranieri, nell’occasione eseguita rivisitandone il testo e intitolandola Perdere i capelli. Pare proprio che Roberto Ciufoli faccia della boccia pelata un punto di forza.
Tra un numero e l’altro prende un po’ in giro qualche malcapitato del pubblico,
in una dimensione quasi cabarettistica, e si incastonano le meravigliose note
del violino di Olen Cesari, a tratti incantato, a tratti improvvisamente
schizofrenico. Sublimi tutte le sue interpretazioni, accompagnate
dall’International Clandestine Orchestra, forse più clandestine che
international nelle battute di Ciufoli, visto che gli elementi sono tutti di
etnie diverse tra loro. Menzione speciale per un ammaliante stacco blues
eseguito con lo chef della serata Filippo La Mantia all’armonica a bocca. Ma
tutti i generi e i canoni della musica vengono sviscerati dal violino magico di
Cesari.
Poi
la comicità tipicamente corporea di Federico Perrotta, 33 anni, da Chieti Scalo,
come insistentemente ripete come se ci tenesse molto a precisarlo. Si cimenta in
una storia del ballo dagli anni ’70 ad oggi in un minuto e mezzo di fuoco, al
termine del quale boccheggia stremato ma ha strappato risate a tutti
strappandosi gli abiti di dosso e cambiando pelle e ballo ogni 5 secondi. Altre
risate vengono prodotte con una comicità più demenziale, attraverso le ermetiche
poesie decantate dalla conturbante bionda da lui impersonata con tanto di tacco
alto, chioma biondissima e forme esagerate, e anche con degli indovinelli:
bisogna indovinare il cantante mimato da Perrotta e vi assicuro che c’è da
ridere anche solo per questo.
Durante lo spettacolo, che verrà replicato un lunedi al mese fino al prossimo
maggio, spazio anche per artisti emergenti, ai quali Roberto Ciufoli concede un
apposito spazio; e a fine serata viene proclamato vincitore lo spettatore che ha
associato meglio i vini ai numeri dello spettacolo. Il premio è una cena per due
al ristorante dello chef, anch’egli diverso di volta in volta perché come lo
spettacolo e come la vita, anche la cucina è bella perché è varia.