CONTAGION, LO SPAVENTO DEL MONDO
DA ALCUNE CITTA’ PARTE L’EPIDEMIA MONDIALE
di Alessandro Tozzi
CONTAGION
Regia Steven Soderbergh
Con Matt Damon, Gwyneth Paltrow, Kate Winslet, Marion Cotillard, Jude Law, Bryan Cranston, Laurence Fishburne, John Hawkes, Sanaa Lathan, Jennifer Ehle
Thriller, USA, durata 105 minuti – Warner Bros Italia – uscita venerdi 9 agosto 2011
Ordine del giorno di questo film è la paura, quella di soffrire, star male e morire.
In maniera apparentemente strana si comincia con le immagini del “giorno 2” di una malattia che uccide in pochi giorni e che si trasmette con estrema facilità: basta un colpo di tosse o una stretta di mano, come ne capitano tanti in una giornata.
I focolai del male sono localizzati in alcune città e non in altre, e questo contribuisce all’infittirsi del mistero, ma ad ogni modo l’umanità si trova ad affrontare due enormi problemi: la ricerca del vaccino e la gestione del panico che via via si diffonde.
Il
primo mette in luce il particolare aspetto di Alan Krumwiede, un blogger molto
seguito (Jude Law) che in una diretta tv svergogna senza possibilità di
riabilitazione il dott. Ellis Cheever (Laurence Fishburne), responsabile di
fronte all’Organizzazione Mondiale della Sanità, per debolezze umane, come
quella di fornire la forthitia, il vaccino ritrovato, ai propri cari, e sociali,
come quella di mantenere sempre quel contegno e quelle parole rassicuranti a
prescindere, per limitare il panico. Ma denuncia pubblicamente anche gli
interessi economici delle case farmaceutiche, perfino di fronte ad un nemico che
uccide così velocemente.
I
n
effetti, pur con gli interessanti risvolti psicologici delle circostanze, come
la realtà di certi villaggi poveri di Hong Kong colpiti dal virus, appare cosa
poco realistica che il blogger così scomodo compaia tranquillamente in diretta
tv e interloquisca direttamente con lo stimatissimo dottore, lanciando accuse in
ordine sparso di complotti contro l’umanità. Forse non siamo abituati a cose del
genere in Italia.
Il secondo problema mostra l’altra debolezza, quella delle istituzioni, solo che queste ultime tendono a non ammetterla e a conservare sempre quella maschera del “tutto sotto controllo”.
In
ogni caso motivo di interesse del film sono le imprevedibili reazioni umane
all’epidemia, fino alle più barbare, come quelle di rubarsi il vaccino l’uno con
l’altro o di depredare i supermercati in previsione di una carestia. E anche
certe sfumature: l’uomo che perde la moglie sapendo poi del suo tradimento (Matt
Damon e Gwyneth Paltrow) e subito dopo anche il figlio, oppure la dottoressa che
cade valorosamente sul campo (Kate Winslet), colpita essa stessa dal virus
mentre presta soccorso agli infetti.
Solo in conclusione, rivedendo il “giorno 1”, si fa tutto chiaro sulle origini, assolutamente casuali, della malattia, ed è lì che si può fare la riflessione conclusiva sulla fragilità dell’esistenza umana.