CONVENTION, IMPIEGATI ALLO SBARAGLIO

LA PRECARIETA’ IN SCENA AL TEATRO DELLA COMETA

 

di Alessandro Tozzi

 

CONVENTION! IMPIEGATI ALLO SBARAGLIO

di Gianfranco Vergoni

Regia Fabrizio Angelini

Con Monica Dugo, Raffaele Latagliata, Pierpaolo Lopatriello, Altea Russo, Milena Miconi

Produzione Giorgio Barattolo & Fabrizio Angelini

Roma, Teatro della Cometa, dal 12 aprile all’8 maggio 2011

 

Convention aziendale in vista in una grande multinazionale: è tutto pronto, catering, microfoni, musicisti, ballerine, intrattenitori vari, ma anche strategie di mercato che dicono ristrutturazione e personale in esubero. Clienti di riguardo, politici compiacenti, finanziatori sono già sul posto in attesa della grande giornata.

Strada facendo, però, la camionata di artisti in arrivo per la festa viene bloccata da un incidente stradale.

Scatta così la molla nella mente di cinque impiegati in odore di licenziamento: sostituire in tutto e per tutto gli artisti impossibilitati con la speranza di salvare il posto, sapendo che, ironia della sorte, i nomi dei “trombati” saranno comunicati a convention conclusa!

Parte così l’organizzazione dello spettacolo fuori programma, numeri musicali, canzoni, varietà. Molti sono i riferimenti a certi programmi tv degli anni ’60 e ’70, ma anche ’80, spcice nel remake di quel famoso Gioca jouer che rese celebre Claudio Cecchetto.

Salvare la convention di fronte agli ospiti importanti può rivelarsi l’ultima spiaggia per conservare il posto, così tra i malcapitati colleghi a rischio disoccupazione scatta quel sottile meccanismo in bilico tra la solidarietà e l’egoismo, fino all’essere disposti a tutto purchè la convention non sia fatale a sé stesso. Immediato pensare al famoso “Direttore Totale” che per tanti anni ha terrorizzato Fantozzi e i suoi colleghi.

Il risultato è in sé divertente, ma forse eccessivamente lungo per i meno appassionati di musical, perché per quasi due ore altro non si vedono che i vari numeri organizzati al volo dai cinque, prima in prova e poi in sede di convention.

Spunti divertenti ce ne sono, ma i cinque non sembrano proprio nel loro elemento, al di là di tutto ciò che è volutamente maldestro perché messo in scena con l’improvvisazione, soprattutto nelle parti cantate.

Va dato atto però agli autori di aver proposto una versione moderna di quelle “Olimpiadi aziendali“ alla Fantozzi, con specificazione dell’aggravante dei nostri tempi, a Fantozzi sconosciuta: il lavoro precario.

 

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