DESTINI SOVRANI - JOSEPHINE, LA SVEZIA E LA RUSSIA
Museo del Castello di Malmaison e del Bois-Préau
24 Settembre 2011 – 9 Gennaio 2012
di Claudia Pandolfi
Questa
esposizione è organizzata dal Rmn-Grand Palais e dal Museo Nazionale del
Castello di Malmaison e del Bois-Préau in partenariato con il Museo Nazionale
del Palais de Compiègne, il National Museum di Stocccolma, le collezioni reali
svedesi e il Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo.
L’esposizione ha avuto l’alto patronato del Presidente della Repubblica Francese, Nicolas Sarkozy, e di sua Maestà il Re Carlo Gustavo XVI di Svezia.
Il Castello di Malmaison, residenza dell’imperatrice Joséphine accoglie insieme al Palais Impérial de Compiègne una parte dell’esposizione organizzata a Stoccolma nel 2010 consacrata a Napoleone I, allo zar Alessandro I e al maresciallo Beradotte divenuto successivamente re di Svezia come Carlo Giovanni XIV.
Questa esposizione si concentra sui rapporti familiari che si sono tessuti tra le tre dinastie grazie all’intermediazione dell’Imperatrice Josephine e la sua discendenza, grazie a numerosi prestiti da parte di collezioni svedesi e russe che hanno arricchito la mostra con 150 opere.
In
effetti, Joséphine di Leuchtenberg, figlia del principe Eugenio di Beauharnais e
maggiore tra le nipoti dell’Imperatrice, sposa nel 1823 del principe ereditario
Oscar di Svezia, suo fratello, Maximilien, si allea nel 1839 con la figlia dello
zar Nicola I. L’analisi di questi legami familiari permette di seguire il
cammino delle collezioni dell’Imperatrice tra le quali figurano dei capolavori
oggi presenti sia nelle collezioni imperiali svedesi che al Museo dell’Ermitage,
erede delle collezioni d’arte dei Beauharnais-Leuchtenberg-Romanov.
Al di là del gusto dell’Imperatrice, questi pezzi di prestigio riflettono i canoni artistici dell’epoca e allo stesso tempo lo veicolano. Così sono i pezzi del celebre servizio Dihl e Guerhard conservati al museo dell’Ermitage che incontreranno di nuovamente i pezzi presenti a Malmaison, impresa provata per la prima volta in Francia dopo l’invio di questo servizio Monaco da parte del Principe Eugenio. Queste opere d’arte di una maestria tecnica molto rara e in particolare l’insieme, testimoniano la persistenza dei modelli antichi. Con questa mostra si possono scoprire pezzi di collezioni che il Museo dell’Ermitage presta raramente.
Molti
ritratti presenti in collezioni reali svedesi ci rivelano il viso e i tratti di
Oscar, principe ereditario di Svezia e della sua giovane sposa la principessa
Josephine, una serie di busti fanno rivivere i loro figli. Dalla parte russa i
ritratti di Maximilien di Leuchtenberg e della principessa Maria Nicolaievna,
figlia dello zar, ricordano la loro unione. La comprensione di questi legami
familiari, che rappresentano la costituzione dell’Europa post-napoleonica, passa
anche per i ricordi intimi, soprammobili e oggetti quotidiani dei principi,
prestati dalle collezioni svedesi.
Queste immagini di vita parlano delle personalità, che contribuirono alla trasmissione delle referenze familiari alle quali i loro detentori sono legati. L’accento dato ai souvenirs di famiglia danno la misura del lavoro di memoria e tradizione storica in seno alle dinastie discendenti da Josephine.
Il percorso dell’esposizione evoca, in una prima sequenza, le visite dello zar Alessandro I a Malmaison nell’aprile e maggio del 1814 e i suoi legami con Josephine e i suoi figli, il Principe Eugenio e la regina Ortensia. E’ esposto il famoso cameo Gonzaga, conservato all’Ermitage, dono di Josephine allo zar.
La
sezione successiva illustra, partendo dalla culla, la nascita della piccola
Josephine, figlia di Eugenio e della principessa Auguste-Amélie di Baviera, poi,
grazie a prestiti eccezionali di sua maestà Re di Svezia, il suo matrimonio con
il figlio di Bernadotte, Oscar, futuro re di Svezia, e i figli nati dalla loro
unione. Si può ammirare, tra gli altri il necessaire di Biennais della futura
regina. Una terza sequenza mostra il matrimonio di suo fratello Maximilien con
la figlia dello zar Nicola I e la sua istallazione in Russia. La scenografia
mette in evidenza il celebre servizio da dessert creato in porcellana dalla
manifattura Dihl e Guerhard appositamente per l’Imperatrice Joséphine e suo
figlio, il principe Eugenio di Beauharnais, il cui valore straordinario si vedrà
soprattutto in Francia. Le opere provengono da collezioni di Joséphine a
Malmaison, conservate in Svezia e in Russia.
Il percorso prosegue al Palazzo Imperale di Compiègne per scoprire l’affascinante epopea e il destino fuori dal comune dei tre sovrani, Napoleone I, Bernadotte e Alessandro I, rivali, alleati poi nemici queste tre figure storiche hanno marcato il divenire europeo dall’inizio del XIX secolo. La forza dei simboli imperiali, portata dalle arti figurative francesi, sopravviverà alla caduta dell’Impero. Un eccezionale insieme di oggetti d’arte lussuosi, bronzi, vasi di pietra dura e porcellane, affiancati a ricostruzioni parziali della camera di Bernadotte e all’ufficio di Alessandro I al Palazzo d’inverno, testimoniano l’ampliamento di stile Impero nell’Europa del nord, a Stoccolma e a San Pietroburgo
TORNA
ALLA HOME PAGE
TORNA A ARCHIVIO