REGIA:Tsui
Hark
SCENEGGIATURA: Zhang Jialu
ATTORI:Andy Lau, Carina
Lau, Tony Leung Ka Fai, Bingbing Li, Jean-Michel Casanova, Yaou Lu
PAESE: Cina, Hong Kong 2011
GENERE:
Storico, Thriller
DURATA: 122
Min
Tsui Hark presenta a Venezia il suo nuovo film, ambizioso e divertente cappa e spada che utilizza con originalità la struttura del film giallo. Con un intenso Andy Lau.
Corre l’ anno 689 d.C. ed in Cina, dopo la morte dell’ Imperatore, la Regina Wu sarà presto incoronata come prima sovrana del paese, ma dietro a questa tranquillità apparente, membri del clan reale tramano contro di lei e tutto si prepara ad una nuova crisi imminente. A rendere la situazione ancora più misteriosa ci si mette anche una maledizione: una fiamma fantasma uccide inspiegabilmente gli uomini più vicini e fedeli a lei.
Per
risolvere il caso la Regina Wu chiama lo stravagante e deciso Detective Dee, che
solo qualche anno prima aveva fatto parte dei ribelli proprio contro la sua
ascesa al potere. Da qui partono le indagini di Dee che vedrà al suo fianco la
bella Jing’er e l’ombroso Pei a cui si aggiunge il Medico degli Spettri.
Dunque, al trono imperiale ascende per la prima volta una donna, e sono malumori e dissensi in molta parte degli uomini di corte e delle istituzioni, che vedono in lei un’usurpatrice indegna del celeste incarico. La signora, è scaltra e alla necessità anche crudele, ama circondarsi di bellissime ragazze, ma la favorita è una sola, Shangguan, dolce e impavida, a lei devota e pronta per lei a buttarsi nelle peggiori prove (e lo farà). Accadono strane morti, le vittime sono divorate dal di dentro da un fuoco che si sprigiona misteriosamente e li riduce in un muchietto di cenere e ossa in pochi secondi. Per indagare sul caso viene tirato fuori di galera (aveva cospirato contro l’imperatrice considerandola illegittima) il buon Detective Dee, l’unico in grado di venire a capo dello strano caso.
Solo
la Cina ormai sa darci film spettacolari che non hanno altro fine se non quello
di intrattenere e meravigliare lo spettatore,
e allo scopo ricorre a ogni colpo di scena, ogni effetto speciale, perfino ogni
inverosimiglianza. Con una voluttà e una determinazione, anche con una
ingenuità, che ormai mancano completamente al cinema hollywoodiano, che anche
quando tratta di supereroi e altre storie a presa immediata, è sempre troppo
consapevole, autoreferenziale, e non riesce più ad abbandonarsi alla narrazione
pura, a creare intrattenimento vero. I film made in China ricordano il grande
cinema d’avventura, fantastico, mitologico della Golden Era hollywoodiana ma
anche, se non soprattutto, il meraviglioso cinema di genere italiano fino agli
anni Cinquanta-Sessanta, cercano e stanano lo spettatore ancora voglioso di
sognare che si annida da qualche parte, da molte parti, dell’immensa Cina, e del
continente Asia.
Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma è quasi un manifesto di questo cinema-cinema. Dirige con energia travolgente e ritmo forsennato il maestro Tsui Hark, uno dei tanti talenti prodotti da Hong Kong e dalla sua miracolosa cinematografia-enclave, cinematografia che nonostante il suo isolamento geografico e anche culturale (nacque e divenne grande quando ancora la città-stato era autonoma da Pechino) riuscì a essere dominatrice su tutti i mercati e a innovare radicalmente molti generi, dall’action al phantastique.
Nel
film è evidente e perfino commovente l’omaggio a Il colosso di Rodi, che fu
l’esordio di Sergio Leone nel 1961. Deve averlo visto parecchie volte, Tsui Hark,
che difatti ripropone uguale in
Detective Dee la trovata
della gigantesca statua che domina la città, e che è inizio, causa e fine di una
storia di complotti e misteri. Naturalmente – siamo nella Cina del Seicento e
qualcosa dopo Cristo - la statua è quella di un Budda di enorme dimensioni, che
ha l’altezza e l’imponenza di quelli scolpiti nella roccia di Bamiyan
sciaguratamente distrutti dai talebani. Intorno si sviluppa una narrazione
furiosa e senza un attimo di tregua che è insieme cinema epico, fantastico,
avventuroso, storico, e anche wuxiapian, ovviamente.
Man mano che si inoltra nel mistero se ne vedono di ogni: cervi parlanti, città sotterranee e lutulente che sembrano arrivare dritte da Maciste all’Inferno, il film che incantò Federico Fellini, e scarabei letali, frecce e aculei e lame di ogni tipo e formato, trasfigurazioni somatiche. Più duelli e scontri selvaggi e mirabolanti, con l’energia e la grazia coreografica cui i wuxiapian ci hanno abituati. Per due ore, che passano senza un attimo di noia, restiamo inchiodati alle nostre poltrone a seguire le avventure del sagace e coraggiose Detective Di (un ottimo Andy Lau) e dei suoi compagni di avventura. Scopriremo che le morti sono state programmate per impedire l’incoronazione dell’imperatrice, e tutto finirà con una scena di distruzione ad alta spettacolarità che ricorda un po’ anche le Twin Towers.