LILLO & GREG, DIMENSIONE 007
“L’UOMO CHE NON CAPIVA TROPPO” ALL’OLIMPICO
di Alessandro Tozzi
CLAUDIO
GREGORI – L’UOMO CHE NON CAPIVA TROPPO
Regia Mauro Mandolini
Con Lillo, Greg, Francesca Ceci, Vania Della Bidia, Marco Fiorini, Danilo De Santis
Produzione AB Management & LSD
Roma, Teatro Olimpico, dal 13 dicembre 2011 all’8 gennaio 2012
E’ ormai un ventennio che Lillo & Greg trovano sempre il modo per stupirmi. Questo spettacolo nasce come al solito dall’inesauribile fantasia di Claudio Gregori, come estensione teatrale delle gag radiofoniche di 610, il programma di successo di RadioDue, che così passano dalla comicità di pochi minuti a quella di circa 100.
Gag rielaborate, perfezionate, intorno alle quali l’autore costruisce una storia incredibile intorno e le trasforma in una piece teatrale di proporzioni inaudite.
L’operazione
è stata possibile grazie a Mauro Mandolini alla regia, che, visto il successo di
Intrappolati nella commedia, continua a mettere a frutto e al servizio di
Lillo & Greg la sua esperienza di regia teatrale, e con 6 attori di livello, tra
vecchie conoscenze di altre pieces del grande duo ed elementi ben selezionati
attraverso specifici provini.
Si tratta, come da loro stessi dichiarato, di una sorta di sintesi teatral-cinematografica, visto che il cinema puro forse poco si presterebbe alla loro consueta comicità surreale, puntando, come spesso avviene, su prodotti più “rassicuranti”.
Felix Denver (Lillo) è un uomo pigro e mediocre, ricorda un po’ il suo Piermaria Carletti alias Normalman, con l’unica differenza che da anni racconta epiche imprese di cui però nessuno è stato testimone diretto. E’ sposato con Edna (Vania Della Bidia) che dopo il matrimonio sembra essersi lasciata andare e vaga in casa da mattina a sera in vestaglia. Un giorno riceve la visita dell’amico del cuore Oscar (Greg) e vede in lui e nella moglie stessa una strana agitazione.
Suonano
allarmi, Edna e Oscar iniziano a parlare tra loro in modo incomprensibile, con
vocaboli sconosciuti, utilizzano passaggi segreti della casa che Felix non
conosce minimamente.
Sono due insospettabili agenti segreti e devono opporsi alla brama di potere della Gran Lodana (Francesca Ceci), regina di chissà quale mondo; il potere è tutto in un oggetto in possesso di Felix a sua insaputa, e comanda a bacchetta i suoi cloni (Marco Fiorini e Danilo De Santis), salvo dissolverli al minimo errore e sostituirli con altri.
Tutta la matassa si dipana nelle varie parti del mondo in cui si consuma la classica lotta tra buoni e cattivi, col povero Felix catapultato in un mondo estraneo e favoloso nel non capirci un’acca. Tutti gli altri sembrano ruotargli intorno solo per infierire; i paradossi, marchio di fabbrica di Greg, imperversano, Edna e Oscar sembrano troppo maldestri per salvare il mondo, nonostante le spettacolari entrate in scena di Edna, acrobatiche (complimenti per l’allenamento e per il controllo del proprio corpo) ma agli occhi di Felix superflue.
Gli
stessi Marco Fiorini e Danilo De Santis, oltre che nel ruolo dei cloni al
servizio della Gran Lodana, vengono “riciclati” anche per altri personaggi,
magari comprimari ma altrettanto divertenti. A me è piaciuto particolarmente il
barman interpretato da Marco Fiorini con un debole per Oscar, ai limiti
dell’omosessualità.
La Gran Lodana è molto ben disegnata da Claudio Gregori e ben impersonata da Francesca Ceci, restando l’unico personaggio con la cattiveria giusta, senza scemare in macchietta. A proposito di disegnare, molto intrigante e funzionale allo svolgimento dei fatti anche il display luminoso con i disegni di Greg, riconoscibilissimo il tratto del grande fumettista, come le musiche curate come sempre in collaborazione con Attilio Di Giovanni.
Il povero Felix continua a navigare a vista, non capisce niente, prende botte e subisce di tutto senza sapere che l’oggetto che non sa di avere serve alla Gran Lodana per pilotare la diffusione nel mondo della musica di bassa qualità, che intontisce le genti e le rende facilmente assoggettabili.
Nel
ruolo dello sprovveduto Lillo è come sempre insuperabile, mentre Greg lo è
altrettanto nei panni dell’uomo apparentemente equilibrato ma dalle
inimmaginabili divagazioni; coinvolge perfino la sua portinaia (la costumista
Mara Scoccia), che diventa l’agente speciale 409. Credo sia innanzitutto questa
imprevedibilità il punto di forza assoluto di Lillo & Greg.
La comicità di fondo di tutta la narrazione è l’incomunicabilità tra Felix e tutti gli altri.
Lo
spettacolo è provvisto anche di “sigla”, dall’”evocativo” titolo The man who
didn’t understand too much, eseguita sia in video che dal vivo da Max
Paiella. Ciliegina sulla torta da non perdere.
Un grazie speciale va a Carlotta Domenici De Luca per gli splendidi scatti di scena gentilmente offerti.
Fino all’8 gennaio accorrete: con Lillo & Greg al meglio non c’è mai fine!