DINOSAURI ALLA NUOVA FIERA DI ROMA

AVVENTURA ISTRUTTIVA PER I PICCOLI

 

DAYS OF THE DINOSAUR

Nuova Fiera di Roma, padiglione 11, dal 18 novembre 2011 al 18 gennaio 2012

 

di Alessandro Tozzi

 

Ottima la ricostruzione di questi animali, nel tentativo di dare l’idea delle loro dimensioni e della loro imponenza.

In un percorso guidato sfilano una cinquantina di “esemplari” a grandezza naturale, fatti muovere da dei motori e che in alcuni casi addirittura muovono bocca, coda, quasi tutti emettono il proprio verso caratteristico. Piccola delusione gli annunciati effetti di luce; in realtà l’esposizione è tutta piuttosto buia, come si fosse voluto rappresentare i giganti in versione notturna.

I colossi sono incastonati nel loro ambiente naturale, anch’esso ricostruito, nella vegetazione, alcuni mangiano dagli alberi, alcuni sembrano rivolgerti lo sguardo quando ci passi vicino. Anche le pelli sono molto ben riprodotte.

Forse un tempo avrebbero impressionato i più piccoli ma ormai Spielberg li ha resi familiari coi suoi Jurassic Park, e il problema non si pone più.

L’effetto più spettacolare è il brontosauro che col suo lunghissimo collo fa capolino tra un ambiente e l’altro, urlando la sua voce che un tempo rompeva il silenzio della notte.

Anzi, a dirla tutta, questa mostra sembra proprio organizzata a bella posta per i giovanissimi. Per gli adulti l’interesse vero si limita alla proiezione di un filmato in 3D di circa 25 minuti, da visionare con l’apposito occhialetto (almeno questo lasciato in omaggio), buono comunque anche per i piccoli che si divertono nel vedere l’evoluzione del nostro pianeta e la storia dei dinosauri con gli oggetti che sembrano colpirli per l’effetto 3D.

L’inclusione di alcune specie meno conosciute si spiegherebbe col tentativo di portarle a conoscenza dei giovanissimi italiane, soprattutto perché, spiegano i manifesti allegati ad ogni animale, i relativi resti sono stati rinvenuti anche in Europa.

Anche al termine del percorso l’occhio ai piccoli è evidente, anche se con qualcosa di istruttivo: un recinto di sabbia munito di “ossa di dinosauro”, palette e pennelli per imparare il mestiere di paleontologo. Ma evidentemente le spese vanno recuperate, perciò il resto è attività commerciale: il bar, gli schermi per l’insegnamento interattivo (a monetina), naturalmente i gadgets come magliettine, cappellini e portachiavi, la foto in sella al dinosauro, il giro sulla giostra-stegosauro con tanto di manubrio.

La miglior cosa da fare è visitare la mostra con un piccolo al seguito, in un incontro tra gioco e didattica. Il suo divertimento e il suo apprendimento potrebbero essere l’attrazione in più.

 

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