SOCIETE REALISTE : "EMPIRE, STATE, BUILDING"
dal 1 marzo all’8 marzo 2011
di Claudia Pandolfi
"Empire,
State, Building" — esposizione consacrata al lavoro recente della cooperativa
parigina Société Réaliste, creata nel 2004 da Ferenc Gróf e Jean-Baptiste Naudy
che tratta dei rapporti attraverso i quali si possono percepire le forme di
controllo.
"Empire, State, Building" riunisce una selezione varia delle ultime opere della cooperativa. Il suo “cabinet de curiosités politique" si sviluppa in relazione alle cinque polizie tipografiche create dagli artisti e che hanno come punto di partenza il primo lungo metraggio The Fountainhead (2010). Come l’inquadramento e la definizione dei “più lontani progetti dell’avvenire" si costruiscono dal contorno: quello di una tipografia, di un piano, di un progetto, di un organismo, di flussi sulle carte e dei mondi.
Approccio critico della Société Réaliste si spiega su un vasto insieme di oggetti culturali e ideologici, dal disegno delle politiche di scrittura fino all’ergonomia degli imperi, il disegno della nazioni o della religione e dell’architettura.
The Fountainhead è una rilettura del film hollywoodiano realizzato da King Vidor en 1949, che è partito dal romanzo dello scrittore americano Ayn Rand, che si è fatto porta parola dell’idea altamente individualista di un architetto eroico.
La fede di Rand nella prospettiva economica del mercato e del suo rifiuto per tutte le forme di collettivismo. In fondo, fondatrice dell’oggettivismo filosofico e politico, così come precursore del capitalismo contemporaneo. Nella sua versione del film, Société Réaliste ha sistematicamente oscurato tutti i personaggi, trasformandoli in 111 minuti di puro decoro architetturale muto. Privato di recitazione, The Fountainhead, rivela un tale palinsesto filmico, un calco sottostante di relazioni tra capitalismo, architettura e modernismo.
Nelle pratiche di ibridazione della Société Réaliste, la memoria è una materia che si moltiplica e si congiunge a molte relazioni, la ricerca dell’utopia, la storia della rivoluzioni, la produzione dello spazio attraverso le ideologie, la distruzione dei monumenti fisici e concettuali o ancora le economie sperimentali all’opera dell’artista.
Questa esposizione è coprodotta da Jeu de Paume, Parigi e il Ludwig Museum – Museo d’arte contemporanea di Budapest, e organizzato con il sostegno dell’Istituto Ungherese a Parigi. In partenariato con A Nous, artinfo France e Radio Nova.
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