EUROPUNK, La cultura visiva punk in Europa, 1976-1980
Accademia di Francia a Roma - Villa Medici dal 21.1 al 20.3.2011
di Claudia Pandolfi

La mostra curata da Éric de Chassey, direttore dell'Accademia di Francia a Roma, sarà realizzata con la collaborazione di Fabrice Stroun, curatore indipendente associato al MAMCO di Ginevra, dove questa mostra sarà esposta nell'estate 2011. Saranno inoltre presentati due progetti site specific di quattro artisti: Francis Baudevin, Stéphane Dafflon, Philippe Decrauzat e Scott King.
La mostra Europunk è dedicata alla cultura visiva del punk in Europa e al cambiamento rivoluzionario apportato dalle sue immagini. Nato 35 anni fa, il punk continua a influenzare tutte le forme d’arte, dalla musica alla letteratura, dalle arti visive alla moda. Volontà della mostra sarà quella di focalizzare l’attenzione sulla ricchezza della cultura visiva punk in Europa nella seconda metà del 1970, mostrando il cambiamento rivoluzionario che hanno portato le immagini per mano di graphic designer, illustratori e agitatori, non tanto per raccontare ancora una volta la storia delle influenze musicali di questo movimento, che ha stupito, scandalizzato e travolto milioni di giovani, quanto per mettere in valore il lavoro di artisti che hanno voluto cambiare il mondo con le loro immagini.
Questa è la prima mostra a respiro internazionale che presenterà la produzione
alternativa nel campo delle arti visive, nella seconda metà degli anni 1970, in
particolare quella realizzata nel Regno Unito e in Francia, ma anche in
Germania, Svizzera, Italia e Olanda. Metterà in valore personalità quali Jamie
Reid, che inventò il celebre volto della regina con gli occhi e la bocca coperti
dal nome della band dei Sex Pistols e dal titolo della canzone God Save the
Queen, Malcolm McLaren, ideatore, manager e deus ex machina della stessa band, o
il team francese Bazooka (costituito da Olivia Clavel, Lulu Larsen, Kiki
Picasso, Loulou Picasso, Ti-5 Dur, Bernard Vidal e Jean Rouzaud) di cui sarà
esposta l'abbondante produzione di questo movimento rimasta anonima per molto
tempo e scovata dopo una lunga ricerca attraverso l'Europa. Verranno riuniti per
la prima volta più di 550 oggetti, alcuni dei quali ben noti, altri inediti
quali abiti, fanzine, poster, volantini, disegni e collages, copertine di
dischi, filmati, ecc. provenienti da collezioni private e pubbliche.
Drammatizzando l'incredibile qualità e vitalità di questi metodi alternativi di creazione artistica la mostra inviterà a scoprire come la controcultura del punk abbia rappresentato sia un desiderio di fare tabula rasa del passato che un rinnovo culturale profondo. La mostra si aprirà con il primo passaggio televisivo dei Sex Pistols nel 1976 - data ufficiale di apparizione del movimento punk - nel programma "So It Goes", per la Granada Television di Manchester, e si chiuderà con il primo passaggio dei Joy Division sulla BBC nel 1979.
Il lasso di tempo ci permette oramai di avere una visione storica della dimensione artistica di questo movimento e di poter analizzare le qualità estetiche del lavoro di persone che hanno fatto la storia del punk nell'arte, e che oggi sono presi sempre più ad esempio da una nuova generazione di artisti.
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