TRE ATTI E DUE TEMPI
DI GIORGIO FALETTI
di Roberta Pandolfi
Titolo:
Tre atti e due tempi
Autore: Giorgio Faletti
Editore: Einaudi
Numero pagine: 146
Trama: «Io mi chiamo Silvano ma la provincia è sempre pronta a trovare un
soprannome. E da Silvano a Silver la strada è breve». Con la sua voce dimessa e
magnetica, sottolineata da una nota sulfurea e intrisa di umorismo amaro, il
protagonista ci porta dentro una storia che, lette le prime righe, non riusciamo
piú ad abbandonare. Con Tre atti e due tempi Giorgio Faletti ci consegna un
romanzo perfetto come una partitura musicale e teso come un thriller, che toglie
il fiato con il susseguirsi dei colpi di scena mentre ad ogni pagina i
personaggi acquistano umanità e verità. Un romanzo che stringe in unità fili
diversi: la corruzione del calcio e della società, la mancanza di futuro per chi
è giovane, la responsabilità individuale, la qualità dell’amore e dei sentimenti
in ogni momento della vita, il conflitto tra genitori e figli. E intanto,
davanti ai nostri occhi, si disegnano i tratti affaticati e sorridenti di un
personaggio indimenticabile. Silver, l’antieroe in cui tutti ci riconosciamo e
di cui tutti abbiamo bisogno.
Giorgio Faletti non finirà mai di stupirci; tutti ce lo ricordiamo al Drive In
quando, in veste di comico, ci faceva ridere con personaggi come Vito Catozzo o
Carlino o Suor Daliso; tutti ci siamo stupiti della sua partecipazione a Sanremo
con la canzone/denuncia da lui composta e interpretata, intitolata Signor
Tenente; tutti ci siamo stupiti ancora di più per la rivelazione di un Faletti
scrittore di thriller mozzafiato all’uscita del suo primo libro osannato dalla
critica e intitolato Io Uccido. Lo stupore è continuato e aumentato all’uscita
di ogni suo successivo romanzo sempre più avvincente, e sempre più osannato
dalla critica, per finire con l’ultimo romanzo uscito dal curioso titolo Tre
atti e due tempi.
Anche in questo libro, come nel suo precedente Appunti di un venditore di donne, la vicenda si svolge in una qualunque e anonima provincia del nord, con personaggi talmente anonimi e insignificanti che starebbero bene in qualunque contesto, e che ci raccontano una storia per certi versi banale ma per altri versi piuttosto attuale e realistica.
Il protagonista, Silver, ex pugile ora magazziniere in una società calcistica di serie B, con qualche macchia sulla fedina penale, conosce abbastanza bene il mondo in cui viviamo, da capire quasi subito in che pasticcio si sta andando a cacciare il figlio, calciatore di serie B, capace ma ormai a fine carriera.
Dopo varie vicissitudini, ad un certo punto della storia, quando tutto pare deciso, cambiano di colpo le carte in tavola per quel mazziere bizzarro che è il destino, e la storia prende tutta un’altra piega e tutto un altro ritmo. Accade l’impossibile sotto gli occhi (e le orecchie) di tutti, e l’ex pugile ora magazziniere, si improvvisa allenatore fantasma, ribaltando le sorti (e le finanze) di una partita persa in partenza.
La morale di questo romanzo è: mai dare le cose per scontate perché l’imprevisto è sempre in agguato e, parafrasando la famosa legge di Murphy, “se qualcosa può andar male lo farà, e lo farà nel peggior modo possibile” ma dopotutto, tutto è bene quel che finisce bene, anche se per qualcuno il conto da pagare al destino è decisamente molto alto.