CORRADO TEDESCHI COL FIORE IN BOCCA

NELL’INTERPRETAZIONE DI PIRANDELLO

 

di Alessandro Tozzi

 

LUIGI PIRANDELLO – L’UOMO DAL FIORE IN BOCCA

Con Corrado Tedeschi, Claudio Moneta, Roberta Petrozzi

Gema Ticket col patrocinio dell’onlus La Caramella Buona

Roma, Atlantico Live, 26 novembre 2011

 

Unisce teatro classico e cabaret Corrado Tedeschi in questa rappresentazione del noto atto unico di Luigi Pirandello, L’uomo dal fiore in bocca.

La vicenda narrata, forse ben nota a chi mastica teatro, è quella di un uomo che sta fondamentalmente facendo trascorrere il tempo in una stazione ferroviaria, non avendo assolutamente nulla da fare, annoiando con le sue chiacchiere apparentemente prive di significato un viaggiatore che si è visto sfuggire l’ultimo treno della sera e dunque sta pazientemente aspettando il primo del mattino seguente leggendo comodamente un giornale nella sala d’attesa.

Prima della scena centrale e conclusiva, però, Corrado Tedeschi, in gran forma nonostante i dodici anni di rappresentazione di questo spettacolo, coinvolge il pubblico come nel miglior cabaret, dimostrando anche un ottimo repertorio di battute pronte, anche a prendere in giro i malcapitati spettatori prescelti.

Il concetto sarebbe quello di superare un esame tutto particolare: due personaggi (ottimamente interpretati da Claudio Moneta e Roberta Petrozzi) sono fuoriusciti dalla mente di Pirandello, vagano tra platea e palco, con il compito di valutare se Tedeschi sia all’altezza di interpretare Pirandello: in questa fase c’è anche molto da sorridere, soprattutto nello sfottere gli spettatori, ma sullo sfondo resta sempre il concetto della maschera eternamente indossata dall’uomo nella sua meschinità, fino alla follia irreversibile.

Superato lo scoglio del giudizio dei personaggi pirandelliani e promosso anch’egli personaggio pirandelliano, Tedeschi si lancia nell’interpretazione della “scena madre”, quella della stazione, quella in cui dopo un lungo e pacifico quasi-monologo, visto che l’interlocutore (Claudio Moneta stesso) poco reagisce, confessa il “fiore” che la Signora Morte gli ha depositato in bocca, un epitelioma che lo finirà presto.

E’ per questo che passa giorni e notti a passeggiare senza meta, pedinato dalla moglie (Roberta Petrozzi): sta cercando, molto pirandellianamente, di convincersi di uno scarso attaccamento alla vita, si sta dando un self-control esagerato, si sta allenando a rifiutare l’idea del panico all’avvicinarsi del fatale momento.

Tra un sorriso e una riflessione sul senso della vita un classico degnamente inscenato.

 

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