TREVIGNANO ANNI ’50/60 COI FOUR VEGAS
MEZZO PAESE IN PIAZZA SULLE NOTE DEI CLASSICI
di Alessandro Tozzi
FOUR
VEGAS
Al Bianchi – voce; Fabio Taddeo – chitarra; Marco Barbizzi – basso; Gino Ferrara – batteria; Alessandro Groggia - tastiere
Trevignano Romano (RM), Piazzale del Molo, 16 luglio 2011
I Four Vegas, a dispetto del nome, sono cinque eccelsi artisti col pallino dell’umorismo, o per meglio dire dell’entusiasmo, vocabolo usato e abusato sul loro sito e durante le loro serate.
In
teoria altro non si tratta che di una cover band dei grandi classici anni ’50 e
’60, italiani e stranieri, vestita di tutto punto con abiti sgargianti e
cravattini in sintonia con l’epoca rappresentata.
Ma bastano due o tre pezzi per capire che c’è anche molto di più: tra una Oh
pretty woman e una Ready Teddy, tra una Hello Mary Lou e una
Don’t be cruel, tra un Elvis e un Chuck Berry si alternano
gag,
simil-barzellette, aneddoti tutti particolari riguardo la nascita delle canzoni,
paradossi e assurdità d’ogni specie.
Dal lato strettamente musicale, però, restano inattaccabili: la chitarra di
Fabio Taddeo è limpida come sempre, Alessandro Groggia sembra posseduto dalla
sua tastiera, Marco Barbizzi al basso e Gino Ferrara alla batteria dirigono le
operazioni, Al Bianchi al microfono clona Elvis aggiustandosi periodicamente il
ciuffo ribelle col suo pettinino da viaggio. Personalmente mi ha colpito
l’interpretazione di Suspicious mind.
L’apoteosi si raggiunge però col repertorio più “nazionale”: alla voce impeccabile di Al Bianchi su That’s amore si aggiunge quella alla Paperino del batterista Gino Ferrara, tutta da ridere; di tanto in tanto il cantante ricorda gli “speciali bisogni” della band incitando all’acquisto del nuovo cd, con tanto di ringraziamenti “per iscritto” attraverso certi buffi cartelli.
Il
sapore particolare della serata è dato anche dal fatto di essere una festa di
piazza, con ampia partecipazione dei trevignanesi; così alle parole Nel
continente nero accennate da Al Bianchi rispondono un migliaio di
Paraponziponzipò e parte l’Alligalli delle prime file.
Sull’attacco di Fatti mandare dalla mamma parte un trenino che scompare, fa tutto il giro della piazza per poi ricomparire all’improvviso, quando si era perso di vista; i cinque artisti ringraziano della collaborazione e si fomentano ancora di più. Uno spettacolo nello spettacolo.
E’ per questo che la serata può dichiararsi perfettamente riuscita, ma con i Four Vegas non possono esserci dubbi perché applicano l’equazione musica ben suonata + umorismo = entusiasmo.