GARFIELD, SVOLTA EPOCALE

DA INGUARIBILE PIGRONE A SUPEREROE

 

di Alessandro Tozzi

 

GARFIELD IL SUPERGATTO

Regia Mark A.Z. Dippè

Film d’animazione

Animazione, Sud Corea, durata 73 minuti –  uscita mercoledi 1° giugno 2011

 

Terzo episodio cinematografico per il famoso gatto dormiglione, e stavolta interamente di animazione piuttosto che sovrapposto a veri attori.

Va detto però che, a parte l’ovvia simpatia del personaggio, nel tentativo di “evadere” dal tran tran quotidiano che per natura gli appartiene, gli autori hanno finito per creare un’alternativa altrettanto banale: la classica minaccia dell’invasione dallo spazio, da parte nell’occasione della perfida Vetvix, in possesso di un’arma in grado di incantare le menti e piegarle al proprio volere.

C’è una buona idea che è quella del paradosso spazio-temporale per cui i protagonisti dalla Terra, compreso il cane rimbambito Odie, hanno  notizia dell’imminente invasione da un fumetto, le cui pagine si stampano da sé man mano che la storia si svolge.

Tra gli “alieni”, poi, c’è anche un Garfield di un’altra dimensione, Garzooka, tutto muscoli e non per niente al servizio di un regno purtroppo già conquistato da Vetvix.

L’animazione, però, non è eccezionale rispetto ad altre cose passate nelle sale cinematografiche di recente, e anche la storia inizia e finisce da sé, un po’ troppo mutuata forse dagli episodi televisivi, vista anche la brevità, poco più di un’ora.

L’unico evento da segnalare è la “redenzione” di Garfield, quello terrestre conosciuto come fannullone a tutti i costi, goloso di tutto e disposto al minimo sindacale di fatica solo per far dispetto a Odie.

Di fronte al pericolo dal cielo perfino lui inizia a correre, lottare, faticare, però diventa troppo vincente. La forza del personaggio del fumetto è quella del gatto pigrone, con la sua pancetta di cui per niente si vergogna, visto così attivo appare troppo snaturato.

E’ come se all’improvviso Willie il Coyote catturasse lo struzzo o Paperino diventasse più fortunato di Gastone: perderebbero popolarità. Invece il vero Garfield la merita ancora tutta.

  

 

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