LARGO AL POETA METROPOLITANO
POESIA E COMICITA’ A FONTE NUOVA
di Alessandro Tozzi
Fonte
Nuova (RM), Sagra delle Rose, 11 giugno 2011
Si può far sorridere, riflettere, ci si può indignare di fronte alle bassezze dei governanti, si può contestare, o ci si può semplicemente divertire in vari modi: con un comico, con un musicista, con un poeta o comunque un letterato. Oppure con Giuseppe Mincuzzi che è un equilibrato mix di tutte queste componenti.
Nasce come “poeta metropolitano” per la sua capacità di mettere in versi storie di Roma, storie sociali, omaggi commoventi come quello all’amata compagna, alla sorella, a Gesù, tutte cose di cui SUL PALCO ha parlato (consultate il nostro archivio).
Ma poi evolve verso un artista completo, tanto è vero che nella serata di Fonte Nuova, davanti ad un microfono e con l’ausilio delle basi musicali, ha messo in scena uno spettacolo vero, non si è limitato a decantare versi.
Ha
alternato momenti riflessivi (come appunto la dedica alla sorella Maria,
prematuramente scomparsa) ad altri più goliardici, ma anche laddove contesta lui
non fa la voce grossa, piuttosto ironizza. Sfotte nella sostanza, non nella
forma. E’ una sorta di satira intelligente la sua, non prende in giro nessuno
per la pancia o per la testa pelata, lui, ma semmai per le sue azioni.
Le sue poesie, anche solo a leggerle da soli, lasciano sempre quell’attimo di riflessione, quel compiacimento finale, quella sensazione di aver ben impiegato quei pochi attimi nella lettura.
L’origine
della Garbatella si vede anche in quella sorta di “codice d’onore della vita”
sempre osservato, quel racconto dei valori semplici ma grandi, l’amore,
l’amicizia, il rispetto, la dignità umana.
Tanto meglio se poi ci scappa qualche bella risata, come quando si contorce da rapper o quando conclude lo spettacolo in mezzo al pubblico, facendo partecipare tutti al leit-motiv reggae Scappo in Giamaica, cedendo il microfono a chiunque, persone e animali.
Una chiusura perfetta, capace di smuovere anche lo spettatore più pigro, ma anche di farlo riflettere di fronte alle mancanze della nazione: e se la soluzione fosse davvero la fuga?