UN HERCULES RIVISTO E CORRETTO

IN SCENA AL TEATRO EUROPA DI APRILIA

 

di Alessandro Tozzi

 

HERCULES – adattamento del film Disney del 1997

Regia e testi Maura Ippoliti

Con tutti gli allievi e allieve dello Studio 3

Produzione Studio 3 Direzione Artistica Monica Donati

Aprilia (RM), Teatro Europa, 18 giugno 2011

 

Interessante rilettura in chiave moderna del mito di Ercole, tra epica, Disney e attualità.

Allievi e allieve di ogni età dello Studio 3, sotto la sapiente guida di Monica Donati, hanno messo in scena una versione molto rielaborata della nota storia di Ercole, figlio di Zeus, destinato a lottare per riconquistarsi il suo status di immortale a causa del rapimento subìto dall’invidioso Ade quando era ancora in fasce.

La rielaborazione è consistita soprattutto in una bizzarra commistione tra l’antichità, la mitologia, la leggenda collegata al personaggio di Ercole ed elementi assolutamente moderni, come le musiche hip hop o addirittura, l’ultimo singolo di Lady Gaga ad accompagnare le scene finali di Ercole (interpretato da Andrea Melcarne da piccolo e Davide Tacconelli da adulto) nella sua discesa negli inferi per il duello contro Ade (un vibrante Dario Bandiera).

Perfino le voci narranti e certe parti recitate tra una coreografia e l’altra rivelavano un certo accento romano, ma quel romano tipico più dei giorni nostri che dell’antichità, di borgata piuttosto che trasteverino. Ma forse proprio queste apparenti contraddizioni si sono rivelate il perfetto anello di congiunzione tra tradizione e attualità.

Oltretutto, nonostante si sia trattato del consueto saggio di fine stagione dello Studio 3 che nasce come scuola di danza, non sono mancate parti recitate e parti cantate dal vivo, anche composte apposta per l’occasione, tutto di ottima fattura soprattutto tenendo conto della giovanissima età di tutti i protagonisti, comprese le Muse (Chiara Bernardini, Eleonora Carrano, Valeria D’Amico, Pamela Frenna, Mariza Meddi e Martina Nobilio) e i Titani (Simone Cerella, Alessandro D’Antuono, Manolo Gaudino, Michele Mennitto e Daniele Sponsillo).

L’unico personaggio che forse ha mantenuto un certo cipiglio, sfuggendo in buona parte alla “modernizzazione” è stato forse l’imponente Zeus, ben interpretato da Patrizio Toninelli. Impeccabili anche Federica Buonomo nel ruolo di Megara, Davide Venditti in quello del “preparatore di eroi” Filottete e il ballerino solista Enrico Petrachi.

Ma tutti i ballerini e ballerine, dai 4-5 anni in su, hanno mostrato, in proporzione alla propria età, una spiccata preparazione ed un notevole entusiasmo nell’appartenenza al gruppo, onore e merito dunque alla direzione artistica di Monica Donati e agli altri insegnanti: Dario Bandiera stesso, Marzia Meddi, Michela Maccarini, Eleonora Addati, Deborah Rapagnani e Roberto Maria Giardini.

La scenografia di fondo con la scalinata della casa degli dei ricordava continuamente come comunque alla base di tutta il racconto ci fosse un’ambientazione storico-mitologica. Lo si vede perfettamente nelle foto del sottoscritto e di Eleonora Carrano.

Di particolare effetto il primo incontro tra Zeus ed Ercole e il combattimento finale nell’Ade, ma comunque tutto è stato inappuntabile, grazie anche ai costumi di scena ben selezionati.

Tutto lo spettacolo è gradevolmente scivolato via in questa alternanza tra musiche orchestrali, di stampo classico, ed altre più attuali e moderne, al tirar delle somme circa due ore e mezzo di creatività, in pratica il lavoro di una stagione alla prova di maturità, superata a pieni voti.

A fine spettacolo sono riuscito a scambiare due parole con Davide Tacconelli, l’Ercole cresciuto.

E’ stato faticoso fare tante prove per la buona riuscita di questa serata?

E’ stato faticoso ma quando fai parte di un progetto insieme a tante persone entusiaste come te la fatica non si sente più, si rema tutti dalla stessa parte.

Il linguaggio non era proprio mitologico al 100%...

No, si è cercato di fare un mix tra la storia reale e gli adattamenti preparati dal gruppo.

Poco dopo ho avuto anche il privilegio di incontrare la regista Maura Ippoliti.

Come mai quest’anno proprio Hercules?

Ogni anno facciamo un musical come saggio finale della scuola; quest’anno la scelta è caduta su Hercules perché si adattava molto bene ad essere espanso, lasciava  molto spazio ad invenzioni, e si prestava bene a creare molte situazioni, come ad esempio le Ninfe, per valorizzare tutti gli allievi e allieve che sono tantissimi.

Questi testi un po’ particolari, questo frasario non proprio mitologico?

I testi sono miei e tutta la cura dei balletti è di Monica Donati (troppo impegnata per intervenire ma complimenti vivissimi anche a lei per aver così ben gestito l’esercito di giovanissimi), fa parte anche questo dell’espansione che dicevo.

Sono state necessarie molte prove?

Beh, è il lavoro di un anno, poi si intensifica molto nell’ultimo periodo per mettere insieme i gruppi, creare le situazioni, i ruoli, provare le parti recitate e cantate.

Qualche problema di disciplina, vista l’età dei più piccoli?

Non più di tanto, quest’anno un ottimo gruppo, ben affiatato sul palco e giù dal palco. Sono stati tutti disciplinatissimi.

Cosa ti resta di questa serata?

Una soddisfazione pari a quella che resta di un lavoro fatto con adulti professionisti.

Complimenti e buone vacanze!

 

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