HEREAFTER

di Claudia Pandolfi

Hereafter, regia di Clint Eastwood. Con Matt Damon, Cécile De France, Bryce Dallas Howard, George McLaren. Usa 2010.

Il film narra le vicende di tre persone, Marie LeLay (Cécile de France), George Lonegan (Matt Damon), Marcus (Frankie McLaren), imbattutesi nel corso della loro vita rispettivamente in una morte apparente per l'onda dello tsunami, una grave encefalite infantile (che sarà causa permanente di disagi psichici e fenomeni sensitivi), un lutto patologico per la morte dell'amato fratellino finito contro una grossa auto mentre sfuggiva a un tentativo di rapina.

I tre, in modi inconsueti, entrano in relazione con la morte avvertendone, su un piano di esperienze paranormali, tutta la sua forza suggestiva-stranziante.

George Lonegan è un proletario di San Francisco che in certe circostanze riesce a trasmettere, a chi glielo chiede, messaggi dal mondo dei morti: pensieri e immagini appaiono nella sua mente provenienti da entità spirituali non ben figurate, originati da un al di là che sullo sfondo appare indicibile, misterioso e oscuro.

Il ragazzo per le sedute non vuole soldi, è autosufficiente, vive solo, non ha la fidanzata, le donne quando vengono a conoscenza dei suoi poteri lo evitano, forse perché pensano che sia un emarginato o un asociale. Il suo desiderio più impellente è di smettere con il paranormale e rientrare nella normalità.

Marie è una bella e giovane giornalista di Parigi sopravvissuta ad uno tsunami quando ormai era data per morta dai suoi soccorritori, prodigatisi a lungo nella respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco. Gli sono rimaste impresse per sempre le immagini createsi nella sua mente quando non respirava più e il cuore si era fermato. Questa esperienza, nonostante le riconquistate sane apparenze, la farà piombare in uno stato depressivo subdolo, emergente in un secondo tempo, che le creerà problemi non da poco sul lavoro, allontanandola sempre più dal cinico mondo dei media e dalle relazioni, prima dell'incidente vincenti, con gli uomini di quel sistema indorato.

Marcus è un bambino di Londra con una madre assente perché tossicodipendente. Dopo la morte del fratellino, Marcus si ritrova in un pesantissimo stato di solitudine che gli farà conoscere l'angoscia. Su Internet conoscerà le gesta di George, divenuto contro il proprio volere un sensitivo famoso, e il suo volto gli rimarrà impresso nella mente in modo indelebile, perché quell'immagine rappresenterà nel tempo l'unica via possibile per comunicare con il suo fratellino scomparso.

Le tre storie inizialmente sono parallele, i tre personaggi del film entreranno a un certo punto in relazione tra loro congiungendole? Il finale del film riaprirà nei protagonisti nuove prospettive di vita?

Il film sul piano della sceneggiatura e della regia appartiene indubbiamente a una categoria artistica di ordine superiore. Anche in questo ultimo film di Clint c'è molta poesia e poco intelletto, c'è arte ma fine a se stessa perché egli non parla attraverso i personaggi dell'origine delle proprie introspezioni visive; c'è potenza espressiva quasi sovrumana ma poco impegno analitico in grado di giungere a una chiara formulazione problematica della propria vita.

 

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