I SOLITI IDIOTI ALL’ATLANTICO LIVE

SPETTACOLO PER GIOVANISSIMI CON MOLTE RISERVE

 

di Alessandro Tozzi

 

I SOLITI IDIOTI – COMICO-PSICHEDELICO TOUR

Con Fabrizio Biggio, Francesco Mandelli e la band de Gli Gnomi

Produzione MTV / Comcerto

Roma, Atlantico Live, 8 dicembre 2011

 

I soliti idioti costituiscono un fenomeno da studiare e al tempo stesso un grande paradosso: aprono le loro puntate televisive specificando che diranno cose non adatte ai minori e hanno un pubblico in buona parte di minori, o almeno di maggiorenni da molto poco. Inoltre presentano dei tormentoni storici ormai da due anni, eppure fanno il pieno in posti come l’Atlantico Live.

Ecco, qui una precisazione che ha aperto piuttosto male la serata: pollice decisamente basso per l’organizzazione che ha stipato tanta gente in sala in un posto unico… in piedi, manco fosse un concerto rock. Ho visto famiglie con bambini sdraiati per terra per due ore; evidentemente la prevendita è andata meglio del previsto e si è pensato bene di eliminare i seggiolini che vengono predisposti in questi casi. Annunciare una seconda serata no?

Finito il rimprovero, parliamo dello show. Non credo di essere delicato di stomaco, ma onestamente certa volgarità becera e ribadita ogni dieci secondi la trovo eccessiva: ammettiamo pure il potenziale comico di Ruggero e Gianluca, padre imprenditore e traffichino e figlio rimbambito e tutto d’un pezzo, ma il tormentone “Dai ca**o” dopo la quarta volta in venti secondi credo perda ogni comicità.

Lo stesso sketch degli omosessuali che tentano di avere un figlio, anche se forse nasce con l’encomiabile obiettivo di promuovere la tolleranza, scema un po’ troppo nel ridicolo e magari l’interpretazione esageratamente plateale di Fabrizio Biggio finisce per dare la sensazione opposta.

Poi si sono visti i tennisti in cerca di emozioni forti, fino a inscenare un rapporto sessuale, i preti che cercano affannosamente l’incontro con Gesù (qui probabilmente altre categorie saranno poco soddisfatte), che sembra avere però un debole per padre Giorgio piuttosto che per padre Boi.

Nella carrellata di coppie si inseriscono le canzoncine eseguite con la band, piene anche queste di volgarità.

La scenetta che personalmente trovo più accettabile è quella dell’impiegata statale, quella del tormentone “Dicaaaa”, quella che svanisce e non torna mai più, proprio come avvenuto a molti di noi nella nostra vita.

La cosa più diseducativa i due la mettono in scena proprio nei panni di Ruggero e Gianluca, col padre che offre lo spinello al figlio, roba da matti!

Mandelli e Biggio stanno probabilmente e giustamente cavalcando l’onda favorevole, ma i numeri televisivi di pochi minuti sono una cosa (e comunque poco educativi anche loro), il film ne è stato un’altra, ma in versione dal vivo per me sono bocciati su tutti i fronti.

 

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