QUEL MOLESTO ISPETTORE TRA PERSONE PER BENE

di Alessandro Tozzi

UN ISPETTORE IN CASA BIRLING di JohnBoynton Priestley, traduzione di Giovanni Lombardo Radice

Regia di Giancarlo Sepe

Con Andrea Giordana, Paolo Ferrari, Crescenza Guarnieri, Cristina Spina, Vito Di Bella, Mario Toccafondi, Loredana Djeci

Produzione Bis Tremila

Roma, Teatro Sala Umberto, dal 25 gennaio al 13 febbraio 2011

Col passare dei minuti è incredibile come appare sempre più attuale questa commedia, nonostante i suoi quasi 100 anni.

Vi cito alcuni dettagli che, contestualmente alla trama e alla scenografia, me lo fanno pensare: il volto truccatissimo (e pallido) di tutti i personaggi, quasi maschere; la scenografia che si articola tra arredi pregiati e prati in fiore, musica di fondo idilliaca, abiti elegantissimi, conversazione basata sui più gettonati formalismi dell’etichetta. Il classico mondo fatato che si vuol far credere ai bambini, e qualche volta anche agli adulti, perciò ognuno faccia le sue ipotesi di somiglianza, faccia le sue metafore applicandole all’attuale società, ne troverà in quantità.

La circostanza è quella del fidanzamento, ovviamente in pompa magna, tra Gerald e Sheila (Vito Di Bella e Cristina Spina); tutto avviene, almeno nella mente dell’autore originale, nell’alta società inglese del ‘900, con tutte le sue ipocrisie, svelate in certi momenti da certi colloqui “intimi” tra certi protagonisti in assenza degli altri. Il mondo “virtuale” viene scartato per un attimo a favore di interessi molto più umani e molto meno nobili, salvo poi essere immediatamente ripromosso come unico conosciuto quando sono in troppi a vedere o ascoltare.

Ad incrinare questa patina di falsa sicurezza, fulmine a ciel sereno, arriva lui, l’inquietante ispettore Goole (Paolo Ferrari), accompagnato degnamente da musica altrettanto inquietante e dal silenzio paralizzato dei presenti, naturalmente ognuno coi suoi scheletri nell’armadio. A quanto siete arrivati con le metafore e/o le somiglianze? Potete sostituire il cognome Birling come credete.

Il solerte ispettore sta conducendo delle indagini su una donna morta suicida, e “stranamente” inizia una serie di interrogatori che rivelano curiosi collegamenti tra la defunta e tutti i conviviali. La tensione di tutti sale alle stelle, ma poi torna tutto tranquillo quando l’ispettore si congeda; solo i familiari più giovani, Eric (Mario Toccafondi) e Sheila, sembrano un po’ più provati, come fossero ancora principianti in materia di pelo sullo stomaco.

Mattatori assoluti Paolo Ferrari e Andrea Giordana nei panni di Arthur Birling, l’osso duro da affrontare.

Uno spettacolo che sembra un giallo ma è un grande thriller.

 

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