Il libro rosso di C.G. Jung – racconto di un viaggio interiore

dal 7 settembre al 7 novembre 2011 al Museo Guimet

 

di Claudia Pandolfi

Tenuto segreto per cinquant’anni in una cassetta di sicurezza, il maestoso Libro rosso o Liber Novus dello psicanalista svizzero C. G. Jung é presentato al museo Guimet, in originale, per la prima volta in Francia. Si tratta di un’opera manoscritta, in miniatura, illustrata di proprio pugnio dall’autore la cui edizione francese coincide con il cinquantenario della morte del fondatore della psicologia analitica. L’opera sarà completata da un insieme di pezzi realizzati da Jung stesso che, tanto quanto le opere del museo Guimet, illustrano l’interesse di Jung per l’Asia e hanno evocato alcune sue esperienze vissute durante il viaggio negli abissi della psiche umana.

Best-seller internazionale, Il Libro Rosso é stato elaborato tra il 1914 e il 1930 da C.G.Jung (1875-1961) che, verso i quarant’anni, durante l’attraversamento di un periodo di incertezza interiore, consegna i suoi sogni e le sue visioni a quella che sarebbe divenuta una delle opere piu’ importanti della storia della psicoanalisi . Opera imponente di 7 kili, rilegata in pelle rossa, questo testo manoscritto, con calligrafia medioevale, offre uno sguardo stupefatto su lavoro personale dello psicoanalista durante quel periodo che fu il piu’ importante della sua vita.

 «Non c’é un gran numero di verità, solamente alcune e il loro significato é troppo profondo perché si comprendano sotto forme e simboli» scriverà Jung nel suo Liber Novus.

L’opera, presentata negli Stati Uniti nel 2099, poi in Svizzera nel 2010, sarà accompagnata da quaderni preparatori, schizzi, pitture e sculture, realizzate da Jung, provenieneti da collezioni private, dalla Fondazione delle opere di C.G. Jung a Zurigo, e della Fondazione C.G. Jung per la psicologia analitica di New York.

C.G.Jung che manifesta un grande interese per i mondi indiano, tibetano, cinese e giapponese, per l’induismo, il buddismo e il taoismo – cita la bellezza dei mandalas del museo Guimet in una lettera redatta nel 1950 .

Oltre ai mandala saranno esposte una dozzina di illustrazioni eccezionali, provenienti da manoscritti di visioni segrete del Dalai Lama – presentati nella loro interezza durante l’esposizione «rituali tibetani» al Museo Guimet nel 2002 – diverse pitture tibetane, delle opere indiane, cinesi e giaponesi. Alcuni di questi pezzi costituiscono delle illustrazioni di testi commentati da Jung, in molti dei suoi scritti.

Per i suoi interessi diversificati, e piu’ in generale, per le differenti culture mitologiche del mondo, Jung riunisce lo spirito di Emile Guimet che aveva fondato, all’origine, il museo delle religioni.

 

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