KISS, STORIA DI UNA LEGGENDA

DALLE FATICHE DEGLI INIZI AL SUCCESSO MONDIALE

 

di Alessandro Tozzi

 

DANIELE FOLLERO – KISS LE MASCHERE DEL ROCK – ODOYA – 2011

Prefazione di Lucio Mazzi

Formato 20,5 x 15,5 cm – Pagine 320 b/n

 

Chaim Witz e Stanley Eisen, due morti di fame della New York degli anni ’60. Due adolescenti accomunati dal desiderio di successo, donne, soldi, ammirazione generale. Ma anche dalle origini israeliane. Il primo sta scoprendo l’America e la cosiddetta civiltà dopo essere sfuggito agli orrori nazisti, il secondo con un’infanzia meno travagliata ma comunque povero in canna.

Entrambi sono ammaliati dal successo dei Beatles, poi di Hendrix, poi di Alice Cooper, fino all’incontro fatale del 1970. Lì i due individuano gli obiettivi comuni e in breve fanno piazza pulita dei compagni meno ambiziosi e pongono le basi dei Wicked Lester.

Tra la fine del 1972 e l’inizio del 1973 reclutano Peter Crisscoula alla batteria e Paul Frehley alla chitarra: se non lo avete ancora captato i due morti di fame di cui sopra altri non sono che Gene Simmons e Paul Stanley e i due aggregati successivi Peter Criss e Ace Frehley. Tutti i quattro insieme sono la formazione storica dei Kiss, nati dalle ceneri dei Wicked Lester.

Kiss: il gruppo che, al di là di qualsivoglia merito o demerito strettamente musicale, segnano un’epoca, perfezionando al massimo il concetto di musica da vedere. Vanno oltre la fantasia di tutti, perfino di Alice Cooper che sta impressionando l’America col suo shock rock; hanno in serbo l’idea geniale per sparigliare il tavolo.

Il trucco. Ma non quattro segni come già visto da molti altri, bensì personaggi veri e propri, dietro ai quali il volto scompare del tutto; si creano le identità segrete dei quattro, mai in pubblico privi delle proprie maschere, la rivoluzione è questa. Tra tanto scetticismo, l’unico a capirlo è Bill Aucoin che sarà il loro manager e la loro fortuna per molti anni.

Col trucco addosso lo spettacolo dei Kiss vale già molto di più di qualsiasi altro, aggiungendo qualche numero da circo come il mangiafuoco, l’uomo volante o la smoking guitar diventa insuperabile. Anche la musica è piuttosto innovativa, un rock molto più ruvido rispetto a quanto ascoltato finora, sostenuto dalla voce potente di Stanley, dalla presenza oscura di Simmons, dalla chitarra “spaziale” di Frehley, dal ritmo incessante di Criss.

Ma il libro, questo il suo valore aggiunto, delinea con moltissimi particolari tutte le vicende del carrozzone Kiss, da quelle economiche, dai rapporti spesso difficili tra un componente e l’altro (fatta salva l’indissolubilità del sodalizio Stanley/Simmons), con riferimento anche a tutte quelle persone che, pur nell’anonimato o quasi, molto hanno contribuito al successo mondiale della band. Persone come Sean Delaney, autore di molte delle trovate sceniche, una sorta di regista/scenografo, come il citato Bill Aucoin, senza la cui fiducia si può ragionevolmente dire che non avremmo mai visto i Kiss, o come Neil Bogart, discografico amante del rischio e perciò intrigato dalla scommessa Kiss, affascinato dal giocarci i propri soldi, sotto istigazione interessata di Bill Aucoin.

Poste le basi i quattro baci hanno compiuto il capolavoro col proprio sudore della fronte: lo spettacolo dei Kiss, fin dal 1973, è una furia, una scarica di adrenalina continua, una girandola di emozioni accompagnate dalla potenza delle loro canzoni.

Lo scritto ben rappresenta il film di questo capolavoro, con un mito creato nei primi frenetici cinque anni, e poi abilmente mantenuto nonostante cambi di formazione, qualche difficoltà, insuccessi clamorosi come The elder del 1981, lo shock al contrario costituito dall’abbandono del trucco del 1983 e dal ritorno alle maschere del 1996 seguito da due anni di trionfale tour mondiale.

Ma anche momenti duri come la separazione dagli elementi storici Ace Frehley e Peter Criss, la morte di Eric Carr del 1991, qualche tour di minor successo come quello di supporto a Crazy Night del 1987.

I più accaniti seguaci del gruppo molto apprezzeranno anche un’ampia sezione finale contenente un esauriente calendario con tutte le date degli spettacoli (completi dell’indicazione della venue, del gruppo-spalla e del pubblico presente) e degli eventi importanti dal 1970 ad oggi, nel momento in cui i Kiss annunciano nuovo disco per l’inizio del 2012 ed ennesimo tour mondiale a seguire.

Per tutto il resto un ottimo manuale per conoscere e capire un mito dalle fondamenta.

 

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