LA MOSTRA (D’ARTE) DI SIMONA MARCHINI

ELOGIO DELL’ARTE ALL’AMBRA JOVINELLI

 

di Alessandro Tozzi

 

CLAUDIO PALLOTTINI & SIMONA MARCHINI – LA MOSTRA

Regia Gigi Proietti

Con Simona Marchini, Alessio Sardelli, Andrea Bianchi

Roma, Teatro Ambra Jovinelli, dall’11 al 23 ottobre 2011

 

Apertura di stagione col botto per l’Ambra Jovinelli: i nomi sono quelli di Simona Marchini e di Gigi Proietti, lei impegnata in un quasi one woman show, a parte le gradevoli comparsate di Alessio Sardelli come custode della galleria d’arte e Andrea Bianchi al pianoforte, lui in qualità di regista.

E’ stato uno spettacolo di una comicità che chiamerei leggera, senza battute esilaranti, gag imprevedibili o gesti plateali, ma piuttosto un’elogio dell’arte in ogni sua forma fatto dalla Marchini attraverso una narrazione gradevole di alcune fasi della sua vita.

Dunque il ricordo dei due matrimoni e delle relative famiglie, una calabrese, l’altra napoletana, con annesse interpretazioni in dialetto nel ricordo delle suocere; tra l’altro i più ricorderanno anche che la Marchini è stata figlia di un presidente della Roma Calcio e moglie di un suo calciatore, Cordova, negli anni ’80, e in una città come Roma questo non passa certo inosservato, dando linfa vitale ad ulteriori sorrisi e battutine.

Ricordi dei tanti viaggi, delle tante esperienze del mondo dello spettacolo, delle tante persone interessanti incontrate, ma sullo sfondo sempre quell’omaggio all’arte come entità astratta, anche attraverso il display luminoso. Non un tributo a questo o quell’artista, sebbene opere individuali se ne siano viste, ma l’espressione di un amore per così dire generico; la stessa Simona Marchini dirige da molti anni una galleria d’arte, di cui dichiara di non volersi disfare neanche di fronte alla classica proposta indecente.

Con l’occasione qualche punzecchiata all’attuale governo, colpevole dei ben noti tagli al settore dello spettacolo come a tanti altri, ma poi tutto viene ricondotto alla ragionevole ilarità, attraverso la metafora sui graffi di Mario Schifano.

La regia di Gigi Proietti è semplice ma puntuale; Angelo (Alessio Sardelli), il custode della galleria d’arte in cui si svolge la narrazione, dà il suo contributo di giovialità toscana, tanto per aggiungere un’altra regione e non scontentare nessuno, mentre Andrea Bianche al piano contrappunto con la giusta musica gli eventi, e di tanto in tanto anche con qualche amenità romanesca.

D’obbligo un piccolo bis, ecco allora rispuntare dopo tanto tempo Iside Martufoni, quella “donnina allegra” molto gentile, che ha sempre una buona parola per tutti, come di consueto vestita di verde, che ha riproposto alcune esilaranti gag andate in onda in Rai negli anni ’80.

Insomma non una vita qualunque, quella di Simona Marchini, all’insegna dello spettacolo, dell’arte, dello stare insieme alle persone, dello scambio culturale a tutti i costi.

Un ottimo inizio di stagione.

 

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