Des lettres et des peintres
(Manet, Gauguin, Matisse)
MUSEO DELLE LETTERE E DEI MANOSCRITTI
DAL 29 APRILE AL 28 AGOSTO 2011
di Claudia Pandolfi
Attraverso
la corrispondenza privata dei più grandi pittori degli ultimi due secoli, il
Museo delle Lettere e dei Manoscritti dona all’arte del 19mo e 20mo
secolo tutta una gamma di colori inediti.
Sul filo di toccanti lettere dove la storia dei piccoli incontra quella dei
grandi, cinquanta artisti ci mostrano i retroscena delle loro esistenze e della
loro creatività.
Monet lancia, insieme ai suoi amici, una sottoscrizione per offrire l’Olympia al Louvre, Manet descrive, in una lettera a Eva Gonzalèsta per motopallone, una Parigi assediata dove gli abitanti affamati erano costretti a mangiare cani e gatti, Fernand Léger scrive dal fronte lettere decorate con disegni alla sua fidanzata « Janot », Eugène Boudin deplora dopo Deauville il clima il cui rigore nuoce al suo lavoro, Magritte evoca la fondazione del l’Internationale Lettriste, Renoir confida a Mallarmé che un forte mal di denti ritarda la terminazione del suo ritratto e Dalí invita Eluard a mangiare del pesce a Arcachon.
Il Museo delle Lettere e dei Manoscritti festeggia il primo anniversario della sua istallazione, al 222 boulevard Saint-Germain, attraverso l’esposizione di due secoli d’arte che riunisce eccezionalmente circa duecento lettere dei più grandi pittori che hanno attraversato questo periodo. Manet, Gauguin, Matisse, Delacroix, Dalí e gli altri, una cinquantina di pittori uno più celebre degli altri compongono questo panorama di due secoli d’arte e di storia e ci aprono le porte della loro vita privata, amichevole, amorosa e professionale attraverso le loro parole e i loro disegni indirizzati ai loro cari.
Questo
approccio originale tocca in primo luogo la sensibilità del visitatore, destato
dalla scrittura manoscritta stessa, ma anche per la gamma di emozioni espresse
in quelle righe, dell’amore, dell’amicizia, dell’umorismo e della collera, tanto
quanto della realizzazione di un progetto, delle frustrazioni o delle speranze
di questi artisti. Ma se l’amatore che c’è in noi troverà piacere nel percorrere
la storia immortalata nelle missive attraverso aneddoti, l’appassionato della
grande Storia sarà anch’esso soddisfatto.
Attraverso queste lettere si racconta la vita dei pittori, talvolta la storia, la politica, i miglioramenti tecnici e sociali che si sviluppano in quel periodo. Infine la storia dell’arte, certamente arricchita grazie a queste lettere da preziosi documenti. Attraverso gli scritti da Pissarro a Gauguin, da Monet a Signac, da van Gogh al suo mercante d’arte Durand-Ruel, da Monet a Mallarmé o da Courbet a Victor Hugo, sono le passioni di questi artisti, le loro convinzioni, nascoste e palesate che si offrono a noi, arricchite spesso di disegni originali.
Le parole del Presidente del Museo Gérard Lhéritier
Dal
29 aprile al 28 agosto 2011, il Museo delle Lettere e dei Manoscritti
presenta la sua prestigiosa collezione di lettere dall’inizio del 18mo
secolo fino alla metà del 20mo secolo. In questa corrispondenza gli
artisti si liberano, parlano del loro lavoro, delle loro relaziono, dei loro
sentimenti. Tutte cose che possono permettere di comprendere meglio la loro
opera. Come dividere la pittura, il mondo dell’arte in generale, dal mondo dei
sentimenti, quando uno dei movimenti fondatori dell’arte moderna,
l’Impressionismo, si basa sul sentire, l’alterare la realtà per
trasportarla nel campo delle sensazioni? Talvolta, attraveso una lettera, il
nome di un’opera è menzionata.
La magia fa allora che la tela stessa cominci ad apparire sotto le parole.
Le relazioni tra i pittori si disegnano (Monet e Manet), gli amori dei pittori si rivelano (Géricault e Mme Trouillard), Manet ricorda Vélasquez quando parla dell’arte di Gauguin, Kandinsky e Delaunay enunciano le loro teorie sull’arte quando Chagall racconta liberamente il suo percorso e le sue ispirazioni. Ecco l’interesse ultimo di queste lettere, mostrarsi, come un manuale di storia dell’arte a fogli sparsi, che queste ci offorno all’alba delle loro carriere di rinnegati dell’arte, emarginati e dileggiati, si organizzano per arricchire il loro lavoro e giustificare le loro scelte. Come giusto ritorno delle cose, questi « Rifiutati » sono oggi gli artisti più conosciuti e riconosciuti. Per le loro qualità artistiche assolutamente innegabili ma anche per il loro coraggio. C’è bisogno di loto per rinnovare gli standard della rappresentazione raffigurativa per poi passare all’astrazione. Un invito al sogno e al viaggio che vi porterà da Parigi a Barbizon, da Auvers-sur-Oise a Londra, da l’Estaque alle Isole Marchesi Marquises, da Mosca a Roma.
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