LILLO & GREG CON TUTTA LA FAMIGLIA
UN GRANDE COMPENDIO DELLE LORO TROVATE
di Alessandro Tozzi
Fonte
Nuova (RM), Sagra delle Rose, 11 giugno 2011
La serata, nei manifesti della Sagra delle Rose, veniva presentata come spettacolo di Lillo & Greg ma in realtà si è rivelata molto di più. Ho ampiamente imparato negli anni a non stupirmi più di niente quando ci mettono lo zampino loro, ma stavolta si sono proprio superati.
Uno spettacolo di livello gigantesco, ottenuto mescolando un po’ di tutto: qualche gag a due, la loro storica creatura Latte & i Suoi Derivati, i Blues Willies di Greg, le canzoni di Max Paiella. Ogni cinque minuti sul palco c’è chi va e chi viene, in un’estasi di quasi 3 ore di ottima musica e risate.
Scaldano
l’ambiente i Blues Willies, in scena nel ruolo dei fratelli Maranzano, 10 figli
di emigrati del sud che, dopo una serie di “colpi” malavitosi suonano per far
calmare le acque. Nel loro repertorio sana musica anni ’50 e tanto umorismo,
talvolta anche più “moderno” come nel brano Cozza, termine usato qui nel
tipico significato romanesco, e non certo per indicare il mollusco. La sezione
fiati, 5 strumentisti perfetti, contribuisce all’appeal dei pezzi.
Ad un certo punto Max Paiella cede il microfono a Pasquale Petrolo, Lillo per intenderci, e si assiste a pezzi dei Latte & i Suoi Derivati eseguiti coi fiati dei Blues Willies: Country in italiano, composizione relativamente recente, e la nuova di zecca Ballata del T9, esilarante paradosso della scrittura “intelligente” dei telefoni cellulari. Un pezzo dei Latte, invece, tra quelli storici, che ho particolarmente gradito dopo tanto tempo è Geppa geppa, con Lillo & Greg pagliacci assoluti come ai vecchi tempi. Il ballo dell’estate, arricchita dai fiati, è qualcosa di sublime, in quanto al consueto umorismo si aggiunge musica di alta qualità.
Esce
Lillo, rientra Paiella ed esegue un piccolo set tutto da solo: una serie delle
sue famose canzoni bislacche, armato di chitarra classica e della sua comicità
stralunata, e con le sue parodie non si salva nessuno.
Rientra Lillo, è una sorpresa continua. Porge il fianco a Paiella in altrettante interpretazioni che Paiella rende a modo suo, sempre coerenti con l’originale, come Bombolo, Paolo Conte, Vasco, Tiziano Ferro, Jovanotti, Celentano, quest’ultimo rappresentato nella doppia versione: normale e “romanizzata”, quella celebre di Rugantino.
Un’altra sorpresa è di Greg, che rientra sul palco e rimette in scena una vecchia ma molto amata genialata dei primi anni; il quiz televisivo con lui presentatore e Lillo in veste di concorrente. Il ritmo comico è incalzante, anche avendo visto le scenetta tante volte mi ritrovo con le lacrime agli occhi dalla risate.
Dopo
quasi 3 ore di prodezze varie, il degnissimo congedo con l’immortale Otto il
passerotto, forse il pezzo che ha dato ai due le prime, abbondanti, manciate
di popolarità. Stesso discorso: quando fanno Otto il passerotto Lillo &
Greg sono come Totò & Peppino, ti accasci dalle risate anche se l’hai visto
cento volte!
Delirio puro, serata divertentissima, un monumento al buon umore.