LIMITLESS
di Claudia Pandolfi
Un
film di Neil Burger.
Con Bradley Cooper, Robert De Niro, Abbie Cornish, Anna Friel, Andrew Howard.
Triller, durata 105 min. - USA 2011
Eddie Morra (Bradley Cooper) è uno scrittore alla ricerca disperata dell' ispirazione che possa aiutarlo a comporre la sua prima opera sotto contratto. La sua cronica tendenza all' autocommiserazione e al vittimismo lo ha lentamente portato alla deriva sociale, incompreso dagli amici e ormai abbandonato dalla sua compagna, anche lei arresa al triste destino di un futuro che per Eddie è inesorabilmente sempre più buio.
Serve una svolta per Eddie, una svolta che non arriva nemmeno quando lo scrittore bello e dannato prova la via dell' isolamento totale nel tentativo malriuscito di ritrovare sè stesso. Un giorno Eddie incrocia casualmente per strada Vernon, fratello di una sua ex compagna e noto per il suo passato da spacciatore.
Vernon invita Eddie ad una amichevole chiaccherata davanti a qualcosa da bere e nell' occasione offre al protagonista una opportunità sbalorditiva: in via del tutto anonima, una casa farmaceutica ha progettato una pillola che, seppur inducendo chi la consuma alla totale dipendenza, promette di sbloccare i neuroni recettivi del cervello e abbattere ogni barriera della mente umana. Eddie reagisce in maniera piuttosto scettica, diffidente dalla fama che aleggia su Vernon, ma riflettendo con maggiore attenzione sulla sua situazione e capendo di non avere nulla da perdere, decide di provare la pillola lasciata in omaggio dall'uomo che cambierà per sempre la sua vita.
In neanche un minuto la pillola entra in circolazione e sprigiona i suoi incredibili effetti: Eddie è un uomo completamente nuovo, rigenerato nella sua autostima e con un bagaglio mnemonico-ricettivo di sbalorditive proporzioni. In poche ore impara una lingua straniera, in pochi giorni sarebbe in grado di diventare un mostro sacro dell'alta finanza. Per riuscirci, però, servono pasticche. Per questo si reca a casa di Vernon, ma trova il fratello della sua ex morto, ucciso da un colpo di pistola alla testa. Immediatamente Eddie, che comincia a soffrire l'astinenza da quella che è a tutti gli effetti una vera e propria droga, ricollega l'omicidio a un regolamento di conti che ha a che fare con la pillola delle meraviglie. La ricerca di ulteriori dosi, il desiderio di svoltare e diventare un uomo nuovo e dalle potenzialità celebrali illimitate lo condurrà dritto ad una situazione tanto complicata quanto rischiosa per la sua vita.
Thriller
fantascientifico e adrenalinico questo “Limiltess”, ispirato al romanzo di Alan
Glynn “The Dark Fields”, non riesce ad esaltare al 100%, ma non rimane nemmeno
così basso al 20% nelle impressioni che suscita nello spettatore. Se dal punto
di vista visivo e registico si assesta sulla ormai tradizionale moda
videoclippara con ampio ricorso a zoomate, carrellate veloci, finti effetti 3D,
scritte sovrapposte sullo schermo e via dicendo, il tutto è perfettamente
rispondente al tipo di storia narrata e quindi giustificabile, e anzi,
funzionale alla messa in pratica dei vari stati mentali del protagonista sotto
l’effetto della droga potenziante. Anche dal punto di vista della fotografia,
così come era avvenuto con il precedente “The Illusionist”, “Limitless” si fa
apprezzare proprio perché riesce ad adattarsi perfettamente e in maniera
particolare ai differenti stati dello scrittore che si ritrova a sperimentare
capacità che non credeva di possedere fino ad arrivare addirittura a governare
il difficile campo azionario di Wall Street e a fare un mucchio di soldi in
pochissimo tempo. Possiamo ringraziare, inoltre, il regista e lo sceneggiatore,
perché finalmente siamo di fronte ad un film d’azione di questo tipo che non
indugia in troppe “americanate”, non si sofferma su scontati e stucchevoli
rapporti interpersonali, seppur questi non manchino all’interno della
narrazione, e non si appoggia su una serie di dialoghi assurdi e fuori luogo.
Ma
da contraltare a questo effetto benefico della pellicola, così come succede per
la droga assunta dal protagonista, ci sono degli effetti collaterali che mal si
digeriscono, e che si dimenticano solo facendo un grande sforzo di volontà, così
come fa lo scrittore-azionista che dovrà combattere contro gli stessi. Nel caso
della pillola magica stiamo parlando del fatto che provoca spesso vuoti di
memoria a causa dell’estrema velocità con la quale chi la assume riesce a
compiere qualsiasi atto, cosa che porterà addirittura Eddie a non sapere se si è
macchiato o meno di un delitto; ma soprattutto del fatto che può portare alla
morte se ne si abusa eccessivamente per poi abbandonarla repentinamente (cosa
che succede all’ex-moglie del protagonista, uno dei personaggi più deboli e
forse inutili della pellicola). Nel caso del film vero e proprio, invece, stiamo
parlano dell’eccessiva presenza e ingerenza della voce narrante del
protagonista, il più delle volte fin troppo didascalica, dell’abbondante
presenza di sottotrame che infoltiscono laddove non ce n’era affatto bisogno
l’assunto di fondo principale (la mafia russa ad esempio), della presenza di
personaggi secondari fin troppo stereotipati e soprattutto latori di risvolti
narrativi prevedibili e scontati (primo su tutti quello interpretato da De Niro
che ci conduce verso un finale alquanto telefonato), e in generale della scarsa
originalità nel trattamento della materia puramente action (con i soliti
inseguimenti e combattimenti dall’andamento e dalla conclusione
annunciatissimi).
Dal punto di vista comunicativo, però, “Limitless” presenta non pochi spunti interessanti di riflessione e riesce a comunicare l’inadeguatezza dell’uomo a rapportarsi con l’andamento della società odierna, cosa che lo porta ovviamente ad affidarsi a supporti “esterni” per riuscire ad essere all’altezza, così come capita a questo protagonista, ottimamente interpretato dal solitamente comico Bradley Cooper, che tra l’altro rappresenta anche la spasmodica ricerca del successo, del potere e della ricchezza. Fortunatamente il tutto non viene espresso retoricamente facendo ricorso ad un eccessivo uso di luoghi comuni, ma avvalendosi, anzi, di una gradita e piacevole ironia di fondo che dona al film una necessaria patina di leggerezza, ben amalgamata ad uno spesso strato di ricercato contenuto.
Insomma, non una pellicola memorabile, né particolarmente esaltante, ma un buon film di genere che tratta una tematica curiosa e interessante, praticando un tipo di intrattenimento più godibile che fastidioso.