Dall’alba al crepuscolo : i Maya a Parigi

Museo Branly dal 21 giugno al 2 ottobre 2011

di Claudia Pandolfi

 

fino al 2 ottobre, il museo del quai Branly a Parigi invita alla scoperta dell’arte Maya. Più di 160 pezzi eccezionali sono a disposizione dei visitatori.

 

Attraverso 160 pezzi di eccezionale valore, che non sono mai usciti dal loro paese d’origine, l’esposizione guida alla scoperta della cultura Maya del Guatemala, una delle tre civilizzazioni che hanno segnato la storia dell’America precolombiana.

Con l’intento di valorizzare e salvaguardare il patrimonio nazionale del Guatemala, l’esposizione espone le ultime grandi scoperte archeologiche fatte in molti siti, come El Mirador, che figura in testa alla lista delle zone che diventeranno patrimonio dell’UNESCO.

Queste ultime ricerche permettono di presentare oggi una concezione più larga e complessa della civilizzazione maya descrivendo la grande varietà e l’evoluzione della sua organizzazione sociale, delle sue forme architetturali e dei suoi stili artistici.

L’esposizione propone anche un ritratto attuale di questa civiltà presentando i costumi, rituali e ricchezze della cultura maya contemporanea.

L’esposizione integra nel suo percorso degli elementi tattili – riproduzioni di elementi architetturali e di oggetti – destinati a un pubblico di non vedenti.

Una collezione molto ricca. E’ la prima volta che in Francia sono riunite tante opere del periodo Maya: ceramiche, pitture, stele, pietre finemente intagliate, elementi funerari, ornamenti ecc…I 160 pezzi sono esposti secondo un percorso cronologico e presentano un panorama completo della cultura maya del Guatemala, il suo sviluppo, il suo apogeo e il suo declino.

Una civilizzazione millenaria. Appare alla fine del III millennio prima di cristo e conosce il suo periodo d’oro tra il VI e il IX secolo. Questa civilizzazione millenaria declina, poi si spegne all’epoca della conquista spagnola del XV secolo. Per ritrarre questa lunga evoluzione, l’esposizione propone un percorso cronologico in tre periodi: il Pre-classico, il Classico e il Post-Classico.

«I Maya rappresentano una delle culture più fiorenti del mondo precolombiano», rivela Stéphane Martin, presidente del museo del quai Branly. Il punto forte è, giustamente, l’architettura, come testimoniano le vestigia dei templi e dei palazzi.

La civilizzazione Maya si può vantare di aver sviluppato un notevole sistema di scrittura, unico in tutta l’America precolombiana. L’esposizione ha lo scopo di mostrare, come spiega Stéphane Martin, «come l’intelligenza dell’universo ha potuto sorgere in tempi passati e produrre un arte così complessa che dimostra l’origine del mondo».

I Maya oggi. Ai tempi odierni la popolazione maya vive ancora in Guatemala, costituita da 23 gruppi linguistici. Una quarta sezione chiude l’esposizione tracciando un ritratto della civiltà maya attuale attraverso le fotografie e supporti multimediali. Questo permette ai visitatori di avere una visione d’insieme della cultura maya, tra passato millenario e presente attuale e vivo

 

 

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