MEDITERRANEO TANGO

IL TANGO RIVEDUTO E “CORRETTO”

 

di Antonella Tozzi

 

MEDITERRANEO TANGO (Danza Prospettiva)

Coreografia e regia: Vittorio Biagi

Assistente alle coreografie: Laurence Patris

Assistente ai costumi e coreografie: Stefania Minardo

Ballerini: Laurence Patris, Giulia Fedeli, Francesca Schipani, Neomi Capuano, Lucia Cinquegrana, Sebastiano Andrea Meli, Michele Simone, Prisco Abbate

Roma, Teatro Cassia, dal 6 dicembre al 10 dicembre

 

Confesso di essere entrata in sala aspettandomi la classica milonga argentina, l’atmosfera, i suoni ed i colori della pittoresca Baires…..o delle più quiete Rosario e Montevideo!

Miguel Angel Zotto, uno dei più grandi ballerini di tango, lo descrive in questo modo: «Il tango non è maschio; è coppia: cinquanta per cento uomo e cinquanta donna, anche se il passo più importante, l'”otto”, che è come il cuore del tango, lo fa la donna. Nessuna danza popolare raggiunge lo stesso livello di comunicazione tra i corpi: emozione, energia, respirazione, abbraccio, palpitazione. Un circolo virtuoso che consente poi l'improvvisazione». La regola del tango è: l’uomo guida e la donna esegue.

Ebbene tutto questo nello spettacolo MEDITERRANEO TANGO viene completamente rivoluzionato, con effetti incantevoli e stupefacenti. Quell’improvvisazione tipica dei tangheri si accentua nella prima parte dello spettacolo ed esplode in tutta la sua forza e naturalezza. Una rivisitazione del tango, sia argentino che da sala, molto particolare, nessuna scenografia, soltanto i corpi degli otto ballerini che si alternano sul palco: coreografie di grande effetto soprattutto attraverso l’uso delle braccia e delle mani, che si articolano in movimenti sensuali ed a tratti quasi robotici, assoli emozionanti su musiche di Edit Piaf, Paco de Lucia, Paolo Conte, Amalia Rodriguez ed altri grandi interpreti. Molto coreografico e passionale nei movimenti, il classico tango di coppia dove la ballerina si esibisce però con scarpette da punta, rompendo così gli schemi tangheri, in una perfetta miscela tra danza classica e danza popolare.

Ciò che colpisce lo spettatore in questa prima parte è la naturalezza con cui i ballerini trasformano l’inimitabile e rigoroso tango in una danza quasi surreale, enfatizzata anche dai costumi all’apparenza semplici ma che danno agli stessi ballerini un grande fascino fisico e coreografico.

La seconda parte dello spettacolo invece abbandona completamente lo stile tanghero e si affaccia sul Mediterraneo: si evocano le musiche provenienti dalle culture delle diverse terre che si affacciano su questo meraviglioso mare. Ed allora cambio di abiti, cambio di luci ed entrano in scena la taranta pugliese, la tarantella napoletana e la pizzica salentina; danze tutte mediterranee facenti capo all’inimitabile tarantella, la cui fondamentale scansione ritmica è determinata dal tamburello e/o dal triangolo, dall'organetto e dalla fisarmonica.

Anche questi ritmi, con grande maestria, vengono rivisitati così da far spaziare i balletti da un estremo ad un altro, con armonie esaltanti ed a tratti elettrizzanti, dove i ballerini sembrano stregati da queste musiche e, a volte, quasi posseduti: posture e atteggiamenti dei corpi ricordano la cultura contadina, che si esprime attraverso un linguaggio corporeo forte ed energico, ma anche serio e rituale. Vengono comunque rispettate quelle che sono le figure  basilari di questi balli regionali ossia il “ballo frontale” ed il “giro”, alle quali si affiancano vivaci rotazioni e gestualità scherzose.  Basilari in queste sequenze le musiche pizzicate di Eugenio Bennato, la classica  e sempre attuale “Tammurriata nera” napoletana ed altre musiche popolari del sud d’Italia che coronano la perfetta sintonia tra i ballerini e le loro esecuzioni complete e misurate, quasi come corpi davanti ad uno specchio.

Con grande esperienza il coreografo inserisce anche degli stornelli romaneschi, che si adattano perfettamente a questa commistione di stili assai diversi tra loro, e che,  ben dosati ed amalgamati, danno il risultato di uno spettacolo di ballo, sicuramente diverso dal solito, ma che lascia lo spettatore senza fiato e senza parole per la bellezza, la particolarità e la precisione dell’esecuzione.

Sicuramente da non perdere, anche per i non appassionati o esperti di ballo!

 

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