IL RELAX DI PAT METHENY

10 COVER NEL DISCO E NEL CUORE

 

di Alessandro Tozzi

 

PAT METHENY – WHAT IT’S ALL ABOUT – NONESUCH - 2011

Produzione: Pat Metheny & Robert Hurwitz

Formazione: Pat Metheny - chitarre

Titoli: 1 – The sound of silence; 2 – Cherish; 3 – Alfie; 4 – Pipeline; 5 – Garota de Ipanema; 6 – Rainy days & Mondays; 7 – That’s the way I’ve always heard; 8 – Slow hot wind; 9 – Betcha by Golly, wow; 10 – And I love her

 

Pat Metheny è universalmente conosciuto come il gigante del jazz, ma questo disco sembra pubblicato per voler mettere i puntini sulle “I” perché contiene l’amarcord personale dell’artista, i successi diffusi dalla radio durante la sua gioventù, quando iniziava lentamente a montare il suo amore per la chitarra e per la musica.

Lui e le sue chitarre, la baritona utilizzata con profitto da qualche anno, l’acustica classica e la 42 corde, la notte, il sogno, la copertina crepuscolare, il sound dolcissimo prodotto dai suoi strumenti. E’ voluto tornare indietro di 45-50 anni, reimmergersi in quei capolavori, magari d’altro genere, ma rileggerli a modo suo, con l’attuale esperienza, come fosse davanti alle porte del Paradiso dovendo raccontare la sua vita musicale, senza menzionare i numerosi premi e riconoscimenti ottenuti.

Un album per rilassarsi, riflettere, senza commenti; i cattivi diranno per dormire ma dubito che qualcuno possa farlo ascoltando i pizzichi delle corde dell’apertura The sound of silente, successo di Simon & Garfunkel, ma poi tutto il disco è un susseguirsi di sussurri, dolcezze, risonanze, pause, come avviene nel finale della successiva Cherish, dimenticatissimo (fino ad oggi) pezzo degli Association che nella seconda parte si riempie di una cascata di note come fossero acqua limpida per poi spegnersi lentamente.

Altre perle Pipeline, resa famosa dai Chantays mezzo secolo fa, unico episodio un tanto più energico, anche nella ritmica (“cattivo” sarebbe proprio una parola grossa), e il congedo di And I love her dei Beatles, per ricordare il mito.

C’è spazio anche per un intermezzo sudamericano, Carota de Ipanema, di Antonio Carlos Jobim & Vinicius de Moraes; l’originale è per gli estimatori del genere, il remake di Pat Metheny è al di sopra delle parti, come tutto il lavoro svolto per questo What it’s all about.

La pace, l’incanto, un disco infallibile, purchè ascoltato al momento giusto.

 

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