SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
SHAKESPEARE, CLASSICO DEI CLASSICI
di Roberta Serravento
WILLIAM
SHAKESPEARE – SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE (adattamento Andrea Battistini)
Regia Andrea battistini
Con gli attori della Compagnia Teatro di Castalia
Roma, Teatro Cassia, dal 15 novembre al 4 dicembre 2011
La rappresentazione al Teatro Cassia del Sogno di una notte di mezza estate immediatamente immerge lo spettatore in un mondo misterioso, avvolto da luci verdi e blu, dove la faranno da padroni i destini intrecciati, come la tante corde che aprono il sipario, di Demetrio, amato alla follia da Elena, ed innamorato a sua volta, ma non ricambiato, dalla bella Ernia, la quale invece ha donato il suo cuore a Lisandro.
La
finzione scenica inizia con la pena e lo struggimento di Ermia, che supplica
Teseo, duca di Atene e sposo di Ippolita, regina delle Amazzoni, affinchè non
ascolti il suo padre che non vuole darla in sposa a Lisandro. La giovane cerca
di convincere il nobile in modo che vengano prese in considerazione le ragioni
del suo cuore, ma Teseo invece la invita a rispettare la volontà paterna e così
lei lei decide di scappare con Lisandro nel bosco ateniese.
Nel frattempo Elena, amica e confidente di Ermia, si interroga sulle ragioni che hanno spinto Demetrio ad invaghirsi della bella Ermia e la sua sofferenza sottolinea il dolore degli amori incompresi e non corrisposti che la porta comunque ad inseguire Demetrio per tutta Atene.
Le
vicende di questi personaggi mutano non per loro scelta, ma grazie ad Oberon, re
degli elfi, che ordina allo spiritello Puck di spremere sugli occhi di Demetrio
il succo del fiore vermiglio di Cupido, e al suo risveglio si innamorerà di
Elena, di cui però si è a sua volta invaghito anche Lisandro dimenticando
completamente la bella ed incredula Ermia.
Ecco l’intreccio delle vite umane, i loro destini manovrati da entità superiori che meglio giustificano le “ragioni dell’amore”. Oberon colpisce, e tutti i sensi ne vengono travolti sovrastando qualsiasi motivazione umana.
Ben costruita la contrapposizione tra il re degli elfi, demiurgo del sentimento, e la regista dei cinque picchiatelli che nel bosco ateniese inscenano la storia di Priamo e Tisbe; quest’ultima, tra mille fatiche, cerca di far seguire un percorso razionale ai cinque bizzarri, che però, pur indirizzati, non riescono a non far trasparire la bellezza del proprio io, e lasciano venir fuori in maniera naturale pensieri e modi d’essere che nulla hanno a che fare con tutto ciò che viene ideato, costruito, progettato.
Oberon lascerà al loro destino sentimentale i quattro personaggi principali e la regista godrà del libero esprimersi dei suoi attori, cogliendo la bellezza e il senso delle loro inclinazioni naturali.
La produzione di Mariano Anagni in collaborazione con la Compagnia Teatro di Castalda, diretta da Andrea Battistini, si è rivelata di grande effetto, grazie alla professionalità di tutti gli attori. Una nota di merito in più va alla voce di Oberon che si imponeva con forza e timbro diversi, degna dei più abili manovratori di destini terreni.