MONDRIAN / DE STIJL
Centre Pompidou dal 1 settembre 2010 al 21 marzo 2011
UNO DEI GRANDE PITTORI DEL XX SECOLO, PRESENTATO INSIEME AL MOVIMENTO ARTISTICO E SOCIALE CHE SOGNAVA UN MONDO NUOVO
di Claudia Pandolfi

Il movimento De Stijl, che conta tra i suoi fondatori gli stessi Piet Mondrian, Theo Van Doesburg e Gerrit Rietveld, non era ancora stato oggetto di una grande retrospettiva in Francia. Il Centre Pompidou gli consacra dunque una grande mostra dove viene messa in luce, oltre che la figura magistrale di Piet Mondrian, anche l'importanza storico-artistica ed estetica De Stijl.
Nato nel 1918 e diffuso dall'omonima rivista d'arte, De Stijl vuole essere al contempo una dottrina sociale ed estetica che si ripropone di trovare un nuovo e più equilibrato rapporto tra la dimensione individuale e quella sociale. Il suo primo manifesto invita infatti gli artisti a liberarsi dall'individualismo e dal culto della personalità.
De Stijl è di fatto un movimento che, per certi aspetti, si può riallacciare alle correnti cosiddette "utopiste" impegnate per costruire una società più giusta e ispirate a movimenti teosofici molto diffusi in Olanda, oltre che alla filosofia di Spinoza. Accanto alle tre figure centrali di Mondrian, Van Doesburg e Rietveld, vi hanno militato pittori come Bart Van der Leck, Georges Vantongerloo e Vilmos Huszar, architetti come J.J.P. Oud, Robert van't Hoff, Jan Wils, Cornelis, il poeta Anthony Kok e il grafico Piet Zwart. Questa mostra è un'ottima occasione per vedere le famose tele di Mondrian, ma anche per capire il contesto in cui a lavorato e apprezzare l'opera di molti suoi compatrioti.
Durante i quattordici anni della su esistenza, il movimento transdisciplinare ha offerto una trascrizione formale, plastica, pittorica e architetturale dei principi dell’armonia universale, e la sua messa in opera. La pittura, la scultura, la concezione del mobilio e della grafismo, l’architettura e l’urbanismo sono i supporti di questa sperimentazione condotta simultaneamente. Pluridisciplinari, le produzioni di Stijl per natura oltrepassano le partizioni tradizionali e accademiche tra le arti maggiori e minori, tra arti decorative, architettura e urbanismo: « dello spirito della città».
A Parigi, un artista che sarà una delle figure centrali del movimento, Mondrian, scopre il cubismo di Picasso e abbandona la pittura divisionista, selvaggia dei suoi inizi, segnata da fonti teosofiche o spirituali, per intraprendere la ricerca di un “linguaggio pittorico universale». Tra il 1912 e il 1920, si dedica progressivamente al cubismo fino al neoplasticismo (la Nuova Plastica astratta), e passa dalla « realtà naturale alla realtà astratta ».
Con questa analisi, e dalla analisi delle forme, termina alla plastica pura, fondata sullo stabilire dei rapporti tra la superficie colorata, secondo una logica di armonia e di equilibrio. Questa dialettica orizzontale/verticale, o colori puri (blu, rosso, giallo) giustapposti ai non-colori (nero, bianco, grigio) in una geometrica combinazione, che termina la prospettiva, permettendo infinite variazioni. Su questo principio, Mondrian ha creato, tra il 1912 e il 1938, un centinaio di pitture, con le quali mette in piazza la sua teologia del neoplasticismo.
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