MICHAEL MONROE NON MOLLA

L’EX HANOI ROCKS TORNA SOLISTA E LASCIA IL SEGNO

 

di Alessandro Tozzi

 

MICHAEL MONROE – SENSORY OVERDRIVE – SPINEFARM RECORDS - 2011

Produzione: Jack Douglas

Formazione: Michael Monroe – voce, armonica e sax; Ginger – chitarra e cori; Steve Conte – chitarra e cori; Sami Yaffa – basso e cori; Karl Rockfist – batteria e cori

Titoli CD: 1 – Trick of the wrist; 2 – ‘78; 3 – Got blood?; 4 – Superpowered superfly; 5 – Modern day miracle; 6 – Bombs away; 7 – All you need; 8 – Later won’t wait; 9 – Gone baby gone (con Lucinda Williams); 10 – Center of your heart; 11 – Debauchery as a fine art (con Lemmy Kilmister); 12 – Another day in the sun; 13 – You’re next

Titoli DVD: 1 – Michael Monroe road movie 2010

 

Dopo la poco riuscita reunion degli Hanoi Rocks, Michael Monroe riprova in versione solista. E stavolta spacca. Stavolta è in grande spolvero davvero.

C’è un tris d’assi iniziale che chiarisce subito le idee: il punk supersonico di Trick of the wrist fa la prima selezione ed esclude dal resto dell’ascolto i delicati d’orecchio, potenza allo stato puro. La successiva ’78, singolo designato, è il pezzo più indovinato per rifarsi vivo, un riff ficcante anticipato da un attacco sibillino, ad introdurre il boato della voce di Monroe. Got blood? chiude la trilogia, forse il meglio del disco consumato subito.

Anche i cori sono energici, eseguiti a cinque voci, o anche più, come nella conclusiva Debauchery as a fine art, con lo zampino di un certo Lemmy. Gli strumentisti sono tutti in gran forma, e d’altronde i loro trascorsi parlano chiaro: Hanoi Rocks stessi per Yaffa, Wildhearts per Ginger, Danzig per Rockfist e New York Dolls per Conte, mica robetta!

La parte del leone le chitarre la fanno in Modern day miracle, mentre Bombs away riporta su la velocità ma Monroe continua a fare la voce grossa. Il sound è pieno, corposo come un buon vino, il nostro impreziosisce la sua prestazione anche col sax di Later won’t wait e con l’armonica della citata Bombs away; unica tregua concessa Gone baby gone, cantata con Lucinda Williams, dove l’incipit iniziale mi ha fatto pensare ad un certo Boss (e non parlo certo di Totò Riina).

L’edizione limited prevede due bonus tracks (buona le seconda, You’re next) e un dvd contenente spezzoni del tour, con qualche immagine dal vivo, anche nei piccoli club, e qualche altra dal tour bus, ma questa è roba più per i più accaniti.

La sensazione generale dopo l’ascolto è quella di un quasi cinquantenne con addosso ancora il leit motive “facciamo casino”, con la differenza, rispetto ad altri colleghi, che lui ancora ce la fa.

 

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