NATALE A CORTINA, TUTTO GIA’ VISTO

L’AGONIA DEL CINEPANETTONE

 

di Alessandro Tozzi

 

VACANZE DI NATALE A CORTINA

Regia Neri Parenti

Con Christian De Sica, Sabrina Ferilli, Dario Bandiera, Ivano Marescotti, Ricky Memphis, Valeria Graci, Giuseppe Giacobazzi, Katia Follesa, Olga Calpaju, Niccolò Senni, Patricia Varvari, Silvia Quondamstefano, Monica Rivas, Gianluca Giugliarelli, Bebo Storti

Commedia, Italia, durata 113 minuti – Filmauro – uscita venerdi 16 dicembre 2011

 

Come ogni Natale provo fiducioso a guardare tutto d’un fiato il cinepanettone annuale e come avviene da almeno dieci anni ne certifico l’avvenuto decesso. Il 2011 non è sfuggito alla regola, e come ogni anno mi domando se l’anno successivo ce ne sarà un altro e mi rispondo subito di sì perché gli incassi sono sempre confortanti, forse un po’ meno quest’anno complice la crisi dei consumi.

Rispolverato l’avvocato donnaiolo Roberto Covelli (Christian De Sica) come per creare un ponte col tempo che è passato, il film non ha un’idea nuova e nemmeno i dettagli, grandi e piccoli, portano un qualche interesse comico.

Personalmente ho trovato divertente una sola sequenza, quella della telefonata basata sugli equivoci tra l’avvocato Covelli e il maestro di tennis (Gianluca Giugliarelli), scambiato per un organizzatore di incontri a sfondo sessuale; il flashback è partito anche qui, facendomi ripensare alla mitica scena che vedeva protagonisti Lino Banfi e Gigi Reder in Vieni avanti cretino del 1982, che si svolgeva in uno studio dentistico scambiato per una casa d’appuntamenti, ma almeno qui si è prodotta una buona risata.

Il resto è un’accozzaglia di luoghi comuni, anzi comunissimi. L’invidia tra parenti per ricchezza, vacanze e belle macchine tra i cognati Massimo e Brunella (l’inespressivo Ricky Memphis e una Valeria Graci almeno positiva) e Andrea e Wanda (Giuseppe Giacobazzi e Katia Follesa); le gelosie tra marito e moglie, le corna incrociate, i perdoni e le ricadute tra Roberto e Elena (Sabrina Ferilli); l’inseguimento dei vip nei locali esclusivi.

Ecco, una piccola parentesi mi sento di aprirla su questo aspetto della ricerca dei vip, che nel film interpretano sé stessi. Passi per figure di un certo merito come Simona Ventura, passi per Prandelli e Cavani, visto che il calcio tutto sommato tira sempre, ma sinceramente dubito che nei sogni dell’italiano medio ci sia una cena coi Savoia o con le De Blanck. Mah!

Comunque la solita contrapposizione tra ricchi navigati e ricchi improvvisati, magari per una vincita, tra ristorante di lusso e pizza al taglio, tra signori e morti di fame. A latere la storia dell’ingegner Brigatti (Ivano Marescotti), galoppino di un ministro (Bebo Storti) che insegue un certo russo per la firma di un certo contratto, accompagnato dal fedele autista Lando (Dario Bandiera), altro archetipo tutto italiano.

A parte la citata scena con Gianluca Giugliarelli, divertente ma breve, in termini di performance individuale farei un cenno per Dario Bandiera e Ivano Marescotti; Christian De Sica e Sabrina Ferilli se la cavano col mestiere, pressoché da dimenticare tutto il resto.

A parte la pochezza della storia e del soggetto, anche le gag che dovrebbero essere quelle che strappano le più alte risate sono patetiche e abusatissime: una pentola che cade in testa ad una signora al ristorante, uno scivolone sulla neve, un paio di corna di cervo attaccate alla parete a fare l’effetto ottico di essere cresciute in testa a De Sica, l’amante lasciato nudo di fuori mentre nevica… non vi dico che risate!

A prescindere dall’andamento degli incassi, dal punto di vista artistico si sta alimentando un malato terminale, mi schiero apertamente per l’eutanasia.

  

 

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