I NAZARETH SI CONSERVANO BENE
DOPO 40 ANNI ANCORA GRANDE HARD ROCK
di Alessandro Tozzi
NAZARETH
– BIG DOGZ – EAR MUSIC - 2011
Produzione: Yann Rouiller & Jimmy Murrison
Formazione: Dan McCafferty – voce; Jimmy Murrison – chitarra, piano e cori; Pete Agnew – basso e cori; Lee Agnew – batteria e cori
Titoli CD1: 1 – Big dog’s gonna howl; 2 – Claimed; 3 – No mean monster; 4 – When Jesus come sto save the world again; 5 – Radio; 6 – Time & tide; 7 – Lifeboat; 8 – The toast; 9 – Watch your back; 10 – Butterfly; 11 – Sleeptalker
Titoli CD2 LIVE & UNPLUGGED: 1 – Big boy; 2 – Simple solution; 3 – My white bicycle; 4 – Love hurts; 5 – Open up woman
I
Nazareth devono aver scoperto l’elisir di lunga vita, perché con 40 anni di
carriera sulle spalle sfornano ancora un disco come questo Big dogz che è
una meraviglia, un inno all’incrollabilità di una fede musicale, quell’hard rock
classico ed essenziale adottato nel 1971 e mai abbandonato.
La voce da zanzara di McCafferty è quella di sempre, probabilmente l’unico contraltare di quella di Brian Johnson degli AC/DC; il bassista Pete Agnew è l’altro membro superstite, e anche lui naturalmente la sa lunga in fatto di rock e di hard blues. Poi i due nuovi, oltre a fare la propria parte come strumentisti, hanno portato una certa freschezza anche dal punto di vista del songwriting perché sono proprio i pezzi, almeno buona parte di essi, la chicca vera di questo disco, perfetti per il sound diretto che tanto piace al gruppo.
Così
il disco inizia con un tris fantastico: l’opener Big dog’s gonna howl
nega subito l’evidenza, McCafferty ha 25 anni e non 66. Poi la sua voce si fa
più maestosa nell’incedere di Claimed, impreziosita dal coretto di
controcanto del resto della band e conclusa da un ottimo guitar solo, per
arrivare al cantato “giuggiolone”, quasi divertito come se stesse cantando con
un bambino, di No mean monster. Fenomenale!
Voce che però mi sembra un pesce fuor d’acqua nelle ballads, soprattutto Butterfly, mentre invece, seppur dopo un inizio un po’ fiacco, When Jesus come to save the world again si riabilita grazie al crescendo della seconda parte.
Ottimo
il lavoro di tutti i musicisti, Watch your back mi sembra la miglior
testimonianza, ma in tutto l’album si respira il mestiere di artisti che non
mollano di un millimetro a dispetto del tempo che scorre, e soprattutto si sente
che idee buone ce ne sono ancora. Fino alla conclusiva Sleeptalker fila
tutto liscio in un mare elettrico.
L’edizione limited del disco prevede un CD con 5 pezzi live acustici, che onestamente non mi hanno molto impressionato, pur nella loro qualità, perché ritengo che in versione acustica la voce di McCafferty perda molto del suo appeal.
Ma per il resto, giovani studenti di hard rock, seguite le lezioni dei Nazareth.