IRRINUNCIABILE 2X1 CON MIGONE & SGRILLI
di Alessandro Tozzi
DEI
NUMERI 2 SIAMO I NUMERI 1 di Paolo Migone & Sergio Sgrilli
Con Paolo Migone, Sergio Sgrilli
Produzione Ultraspettacoli & Ridens Management
Roma, Teatro Parioli dal 22 al 27 marzo 2011
Strana coppia, questa andata in scena al Parioli di Roma: due reduci da tante puntate di Zelig. Ma in realtà come coppia fanno solo un breve preambolo di pochi minuti, sufficiente già a riscaldare la platea, per poi alternarsi ognuno coi suoi spazi e col suo repertorio.
Strana coppia anche come impatto visivo; zucca pelata uno, cespuglio in testa l’altro.
Elemento comune tra i
due l’osservazione della quotidianità, il rapporto di coppia e le variazioni che
questo subisce col tempo, col matrimonio, con la nascita dei figli che, dice
Sgrilli, fino ad una certa età ti fanno vivere in casa come in un gigantesco
“Allegro chirurgo”: quando li culli per farli addormentare, sembra che stai per
farcela, la schiena non ce la fa più, fai per sederti e ripartono i lamenti.
Poi accade che Sgrilli racconti la sua passione per la moto e di come questa vada comprata e gestita… di nascosto dalla moglie! Accade che Migone ricordi la sofferenza patita rispetto al fratello maggiore, sempre migliore di lui, perfino nella spartizione dei giocattoli dell’infanzia.
Tratti distintivi: impermeabile bianco, occhio nero e immancabile sedia al seguito per Migone, la chitarra con cui rievoca i tentativi di abbordaggio con l’altro sesso per Sgrilli; toscano autentico quest’ultimo, trapiantato dal Brasile il primo. La Toscana viene tirata in ballo soprattutto per certi modi ed espressioni livornesi, ma anche per il parcheggio impossibile di Firenze.
Entrambi
sfruttano con successo i propri clichè comici: Sgrilli a tratti si infervora e
comunque accompagna con un certo cipiglio i concetti esposti, mentre Migone
conserva quell’espressione quasi assente, esaurita, che rappresenta il suo
marchio di fabbrica.
Una coppia forse creatasi per puro caso, ma che ha garantito più di due ore di sorrisi tra il reale e il surreale.