NUMERI UNO A RAPPORTO DA TANIA CROCE

INTERVISTE E SENSAZIONI DI GRANDI EX ATLETI

 

di Alessandro Tozzi

 

LA FORZA DEI NUMERI UNO di TANIA CROCE

edito da BRADIPOLIBRI

anno 2011

Introduzione di Antonino Viti

Prefazione di Totò Antibo

Formato 24 x 17 cm

Pagine 141 b/n

 

In uno dei tanti momenti in cui vari sport, su tutti il calcio e il ciclismo, sono sconvolti dagli ormai periodici scandali di calcio-scommesse o doping, ci voleva proprio questo accorato inno alla correttezza sportiva firmato Tania Croce, autorevole firma di spettacolo nell’occasione prestata allo sport.

Lo scritto consiste in una serie di interviste realizzate negli anni, ma immediatamente si nota un filo conduttore: il citato elogio dello sport pulito nel racconto di tanti ex atleti che hanno tenuto alta la bandiera italiana e nelle mai banali domande dell’autrice.

In tutto 17 numeri uno, ognuno nel proprio sport, raccontati attraverso le emozioni della vittoria, le lacrime di gioia nell’ascoltare l’inno nazionale dall’alto del podio, il ricordo degli allenamenti, dei sacrifici fatti per giungere al risultato.

I dati numerici delle rispettive carriere sono giustamente relegati nelle note, perché questo libro intende mettere in primo piano l’atleta-persona, con la costruzione del suo fisico e della sua prestazione, con i sacrifici e i  momenti più difficili mai dimenticati, sempre con i suoi problemi pratici da cittadino qualunque, talvolta anche con disagi personali che proprio nello sport hanno trovato riscossa.

Così Totò Antibo, tuttora detentore del record in due specialità di maratona, oggi alle prese con l’epilessia, racconta con malinconia il sofferto abbandono dell’agonismo su intimazione dei medici; Gelindo Bordin ricorda una carriera stroncata da un violento incidente e condita comunque da tante medaglie nonostante l’ipotermia; Totò Schillaci sorride ricordando gli occhi spiritati, e soprattutto i gol, che hanno fatto sognare i calciofili al Mondiale 1990.

Le storie di Maria Laura Baccarini e Stefano Pantano presentano anche un passaggio dallo sport allo spettacolo, territorio naturale dell’autrice. La prima dalla ginnastica ritmica a voce di importanti musical messi in scena a Parigi, il secondo in veste di maestro di scherma al servizio di attori impegnati in scene, appunto, di scherma.

Particolarmente toccante l’ultima storia, quella di Giuliana Salce, una brutta esperienza di abuso sessuale subìta a 10 anni, dalla quale però nascerà una pluridecorata marciatrice prima, ciclista poi per un paio d’anni perché la voglia di sport non era ancora finita. L’età avanzata, il ricorso al doping, la morte di Pantani, la scelta coraggiosa dell’autodenuncia.

Denominatori comuni di tutte le storie sono anche la consapevolezza di aver fatto parte di un mondo sportivo molto meno ricco e molto meno associato al business di quello attuale, e in molti casi quella vena malinconica per i riflettori non più puntati su di sé, quel glorioso passato che ormai appartiene all’album dei ricordi.

Un libro che rappresenta un ottimo spunto di riflessione su come affrontare qualsiasi sport e qualsiasi competizione, affrontando soprattutto il “dopo”.

 

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