NUZZO & DI BIASE, CHE TENERI!
AMORE E IRONIA DI COPPIA
di Alessandro Tozzi
NUZZO
& DI BIASE – LIVE SHOW
Con Corrado Nuzzo, Maria Di Biase
Produzione Terry Chegia
Roma, Teatro Parioli, dal 1° al 3 aprile 2011
Per la prima volta a Roma una grande coppia, ma anche due individualità, bravissime ognuna per sè.
Leccese lui, canadese e molisana acquisita lei, dopo i vari trascorsi televisivi, soprattutto quelli alla corte della Gialappa’s Band e quelli presentati allo Zelig, hanno abbastanza materiale per portare il proprio repertorio in giro per l’Italia.
Ed è un signor repertorio: inizia Corrado Nuzzo con un divertente preambolo che coinvolge i malcapitati delle prime file, fino a farli partecipare con delle trombette all’esecuzione della “sigla” dello spettacolo.
Poi
parte l’ennesima puntata della telenovela, quel tentativo di conquista della
“bella ereditiera”, quel goffo corteggiamento reso difficile dalla timidezza, ma
anche dalle strampalate risposte di lei, da quella surreale comicità che
contraddistingue la coppia, nella circostanza in abiti piuttosto datati.
Poi è la volta della studentessa impreparata, riproposta da Maria Di Biase, appena interrotta di tanto in tanto dall’energumeno che sbaglia classe, che ci fa sorridere perfino prendendo in giro certi classici della letteratura del 4° liceo, perché lei distingue argomenti ad autori dal periodo in cui vengono studiati a scuola piuttosto che dal momento storico.
Lui
abilissimo a creare l’empatia col pubblico, lei forse di recitazione più
professionale (ma nel bis cede anche lei alle lusinghe degli applausi), ma
fenomenale nei suoi discorsi “all’indietro” quando lui ripetutamente le chiede
cosa abbia detto “prima”, ed anche nella sua tipica risata con gli occhi al
cielo.
Prima dei bis, riproposizione anche della parodia Tua sorella, altrettanto apprezzata col tormentone finale “Cos’avrà voluto dire?”.
Personalmente
mi sono davvero divertito e mi sono spellato le mani in applausi, anche se avrei
gradito almeno una scena di quel Mortality show che molto ha contribuito
alla celebrità dei due, con quei paradossali discorsi fatti dalle rispettive
lapidi.
Ma di fronte a tale bravura e tale bontà dei testi praticamente qualsiasi gag riesce esilarante.