OBLIVION, SPETTACOLO COMPLETO

SODALIZIO TRA MUSICA E COMICITA’

 

di Alessandro Tozzi

 

OBLIVION SHOW

di Davide Calabrese & Lorenzo Scuda

Regia Gioele Dix

Produzione The Blue Apple & Rossetti Teatro Stabile del Friuli-Venezia-Giulia

Con Davide Calabrese, Lorenzo Scuda, Graziana Borciani, Fabio Vagnarelli, Francesca Folloni

Roma, Teatro Ambra Jovinelli, dal 26 al 30 aprile 2011

 

Quando cinque fenomeni del canto e dello spettacolo come gli Oblivion si incontrano con un grande della comicità come Gioele Dix non può che nascere un evento interessante.

C’e tutto in questo spettacolo: è ben cantato, fa sorridere senza battute sguaiate o volgari ma prende in giro chiunque gli capiti a tiro con un certo rispetto, in un’espressione sintetica è ben portato in scena, perché ogni minimo gesto dei cinque va ad accompagnare una nota suonata, una parola detta, un’immagine evocata, una sensazione nascente. La regia di Gioele Dix fa da ciliegina sulla torta.

Due o tre generazioni si fondono, si incontrano, si sovrappongono: i grandi artisti della musica italiana vengono parodiati con goffe associazioni di idee, e allora Rose rosse di Massimo Ranieri sembra cantata dai Beach Boys, Una zebra a pois di Mina da Eminem, Se bastasse una canzone di Ramazzotti dai Tazenda, e potrei continuare con gli esempi.

Oppure Canzonissima che si trasforma in Cazzottissima, coi concorrenti in gara, vestiti da boy-scout, quasi a sfidarsi letteralmente a pugni, fino a colpire lo stesso giradischi, come fa Calabrese passando da una canzone all’altra.

L’alchimia è magica, si vede che i cinque protagonisti sono insieme da un bel po’, si intendono a meraviglia.

I promessi sposi in 10 minuti, poi, l’imponente cavallo di battaglia finale, con un secolo di musica italiana schernita col solito riguardo, con quei surreali personaggi così ben interpretati e adeguati ai tempi, in stile-Trio. Magnifico il don Abbondio di Davide Calabrese con quei baffetti alla Charlie Chaplin. Si scomodano Modugno, Battiato e tanti nomi importanti della musica italiana; e ricordiamolo, senza dimenticare che il cantato stesso è di ottimo livello.

In pratica si assiste ad un circo, dove però i giocolieri non usano palle o birilli, ma tutto ciò che la musica, l’attualità, le circostanze offrono

Uno spettacolo che basa la sua forza sulla bravura di tutto lo staff e sulla sua unicità, da vedere.

 

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