FOUR VEGAS, MUSICA E RISATE
PAROLA D’ORDINE: ENTUSIASMO
di Alessandro Tozzi
FOUR
VEGAS – GLI ORIGINALI – sponsored by MAGNITUDO - 2010
Produzione: Four Vegas
Formazione: Al Bianchi – voce; Fabio Taddeo – chitarra; Marco Barbizzi – basso; Gino Ferrara – batteria; Alessandro Groggia – piano e tastiere
Titoli: 1 – La felicità; 2 – Qualcosa c’è; 3 – Lascia lì; 4 – Dov’è la mia brillantina?; 5 – Mi ricordo; 6 – Non ci sei; 7 – Già; 8 – Dai dimmi; 9 – Cuore in controtempo; 10 – Drag on bar; 11 – Soltanto te; 12 – Tu
Si
chiamano Four Vegas ma sono cinque, chissà perchè.
Nascono come cover band dei grandi maestri degli anni ’50 e ’60, ma dopo anni di serate nei locali e apparizioni televisive, tra le quali nientemeno che il Maurizio Costanzo Show, e un CD contenente 16 classici molto ben rivisitati, sempre accompagnati da un grande consenso, spiccano il grande salto: il debutto con pezzi propri.
Al Bianchi clona letteralmente Elvis al microfono: ascoltare Dai dimmi oppure Cuore in controtempo per crederci. La scelta dei testi in italiano, sempre piuttosto dibattuta, appare azzeccata perché anche dal punto di vista metrico le parti vocali sono tutte correttamente al loro posto.
Nei testi stessi la parola d’ordine della band, sventolata sul suo sito: entusiasmo. Sugli scudi anche la chitarra di Fabio Taddeo nel divertente rock & roll di Dov’è la mia brillantina?, così come le tastiere di Alessandro Groggia in Qualcosa c’è. Impeccabili Mrco Barbizzi al basso e Gino Ferrara alla batteria, fino ai sussurri finali di Tu, che spengono lentamente un disco assolutamente da ascoltare.
Dimenticavo:
alle serate dei Four Vegas c’è anche molto umorismo, con le freddure incastonate
tra una canzone e l’altra dal frontman Al Bianchi e gli altri quattro a dargli
corda. Pettinature coerenti con l’epoca, abiti sgargianti e travestimenti
particolari esibiti di tanto in tanto fanno il resto.
I Four Vegas sono cinque figure, per così dire, positive. Al di là dell’essere ottimi musicisti e ottimi umoristi e di regalare buona musica e buona comicità, è evidente in loro l’amore per ciò che fanno.
Personalmente
attendo fiducioso il momento di vedere eseguiti questi pezzi originali dal vivo,
dopo aver visto più volta il gruppo all’opera coi classici del rock & roll di
mezzo secolo fa; credo che non sfigureranno al fianco dei loro capostipiti
naturali.