PIANETA DELLE SCIMMIE, IL PREQUEL

ORA TUTTO E’ PIU’ CHIARO

 

di Alessandro Tozzi

 

L’ALBA DEL PIANETA DELLE SCIMMIE

Regia Rupert Wyatt

Con James Franco, John Lithgow, Brian Cox, Tom Felton, Freida Pinto, David Oyelowo, Jamie Harris, David Hewlett, Tyler Labine, Ty Olsson, Madison Bell, Makena Joy, Kevin O’Grady, Sean Tyson, Jack Kuris, Tammy Hui

Avventura, USA, durata 105 minuti – 20th Century Fox – uscita venerdi 23 settembre 2011

 

Will (James Franco) è un ricercatore che conduce esperimenti sugli scimpanzé nella speranza di convincere le commissioni governative a finanziare una sperimentazione sull’uomo, e questa sua speranza è anche interessata direttamente perché proprio suo padre (John Lithgow) ne soffre e peggiora di giorno in giorno.

Ma mentre la fantomatica riunione è in corso un incidente manda a monte tutto: un esemplare di scimpanzé, quello ritenuto dal quoziente intellettivo più alto, si ribella e scatena un putiferio e va a precipitare proprio in quella sala, e naturalmente nessuno vuol più sentir parlare del farmaco.

Viene ordinata ed eseguita la soppressione di tutti i superstiti, ma un cucciolo di nome Cesare, figlio del ribelle, viene segretamente risparmiato da Will e nascosto in casa sua, ove giorno dopo giorno e sotto trattamento del farmaco, rivela un’intelligenza stupefacente.

Tanto stupefacente che quasi nemmeno l’uomo gli basta più: si susseguono episodi in cui Cesare mal digerisce il suo essere trattato da bestia, si rivela capace di emozioni, sentimenti, nostalgia, affetto, perfino strategia nel giocare a scacchi!

E’ per questo che, anche in difesa dei suoi “familiari” interviene pesantemente e pubblicamente in qualche circostanza e si rende necessario rinchiuderlo; visti i risultati, però, il presidente della casa farmaceutica Steven Jacobs (David Oyelowo) riprende la sperimentazione, almeno sugli scimpanzé.

Qui scatta la molla, in questa sorta di carcere degli scimpanzé, che sotto la guida di Cesare organizzano con strabiliante intelligenza una vera e propria rivolta e fuggono in massa verso la foresta. L’evoluzione diventa rivoluzione, come riportato nella locandina.

Meravigliose le scene notturne della fuga degli scimpanzé, gli sguardi teneri tra loro, quelli aggressivi con l’uomo maltrattatore, superba la battaglia finale combattuta sul ponte che divide la metropoli dalla foresta.

Gli scimpanzé sono capaci perfino di atti eroici, i caduti vengono compianti sinceramente, i loro occhi sono più espressivi di quelli umani. Cesare è il loro condottiero, capostipite della specie superiore che dominerà il mondo.

Gli effetti speciali ci sono per quanto necessari, ma grazie all’ottima regia non rappresentano l’unica attrazione del film; in realtà l’empatia che deriva da Cesare e dai suoi simili altro non è che un meccanismo indiretto per smascherare certe bassezze umane.

 

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