FINALMENTE LA FELICITA’
PIERACCIONI UN PO’ INSOLITO
di Alessandro Tozzi
FINALMENTE
LA FELICITA’
Regia Leonardo Pieraccioni
Con Leonardo Pieraccioni, Rocco Papaleo, Ariadna Romero, Andrea Buscemi, Thyago Alves, Michela Andreozzi, Shel Shapiro, Maurizio Battista
Commedia, Italia, durata 93 minuti – Medusa – uscita venerdi 16 dicembre 2011
Sempre la Toscana sullo sfondo e sempre l’arrivo di una bellezza femminile da molto lontano; questi sembrano ormai gli ingredienti irrinunciabili per Leonardo Pieraccioni nella realizzazione di un film.
Nella circostanza è Benedetto, un maestro di musica del Conservatorio di Lucca, i cui sogni di gloria sono stati trafugati da Argante Buscemi (Andrea Buscemi), che, approfittando della mancata registrazione alla S.I.A.E., ha raggiunto un conclamato successo con la sinfonia Felicità, scippata appunto a Benedetto senza tanti complimenti. Anzi, il ladro sostiene che dovrebbe essere Benedetto a ringraziarlo per aver fatto conoscere la sua creazione, ma si guarda bene dal parlare di questioni economiche. E infierisce pure, perché appena Benedetto apre bocca, ricicla le sue parole e ci fa un figurone.
Mentre
Benedetto sogna una seconda possibilità per realizzarsi completamente con la
musica, ecco l’arrivo, puntualissimo, della bella donna a sconvolgergli la voce
come sempre. La fantasiosa novità è che stavolta la incontra grazie al tramite
di Maria De Filippi e il suo C’è posta per te, che gli rivelano
l’esistenza di Luna (Ariadna Romero), bambina ora benissimo cresciuta, adottata
a distanza dalla madre scomparsa molti anni fa. Divertente la scena
dell’incontro negli studi televisivi.
La prima cosa che vuole fare Luna è la visita dalla mamma al cimitero, con tanto di samba ballata esclusivamente per lei (anche qui l’autocitazione di Pieraccioni è evidente, ricordando il flamenco de Il ciclone per esempio).
Ad
accompagnare questa semplice storia figure laterali ma ottime
nell’interpretazione, come Sadrino (Rocco Papaleo), fratello di Benedetto caduto
in depressione dopo anni di tradimenti della compagna, incisivo al massimo nella
sua cadenza del Sud che ben si incastona con quella tipica toscana; come Jesus (Thyago
Alves), un fidanzato che Luna non riesce a spiccicarsi di dosso, e come un
invadente passeggero sul treno (Maurizio Battista), che porta un po’ di romanità
a condire l’insalata.
Qualche sequenza divertente c’è ma l’impressione è che anche le idee di Pieraccioni stiano un pochino ristagnando, nonostante la sua interpretazione da giuggiolone, sempre buona, e la scelta di un appoggio come Rocco Papaleo, per uscire un po’ dalla Toscana a tutti i costi. Questa bella donna che arriva da lontano e cambia la vita comincia ad essere un po’ abusata come idea. Almeno il mistero mantenuto per tutto il film sulla morte della mamma regala una risata al momento della rivelazione finale.
Un
cinepanettone alternativo, questo si, ma non vi aspettate qualcosa di mai visto
prima. Sono mie considerazioni che certamente resteranno a margine finchè gli
incassi di un prodotto come questo conforteranno i relativi autori, ma se qui ci
occupiamo del lato artistico le cose vanno dette.