GRANDE 2X1 ALL’ANFITRIONE
CALABRESE & SERRA MATTATORI
di Alessandro Tozzi
GENNARO
CALABRESE & ALESSANDRO SERRA – UNA POLEMICA E MILLE VOCI
Con Gennaro Calabrese, Alessandro Serra
Produzione B&G live / ITS Italia
Roma, Teatro Anfitrione, dal 29 novembre al 4 dicembre 2011
Un’accoppiata perfetta, davvero difficile combinare meglio due grandi comici dell’area romana. Parlo di Gennaro Calabrese e Alessandro Serra.
Il
fatto è che i due sono complementari l’uno con l’altro: tutto basato
sull’imitazione o meglio interpretazione dei vip Calabrese, sull’individuo
comune Serra.
Le mille voci espresse nel titolo sono ovviamente quelle di Gennaro Calabrese, che presenta una raffica impressionante di personaggi pubblici d’ogni specie, senza risparmiare nessuno: cantanti, attori, politici, personaggi della televisione.
E’
un continuo, un fiume in piena, con l’abilità di cambiare pelle in una frazione
di secondo perché alcuni personaggi vengono interpretati anche per pochi
secondi, ma è perché lasciano immediatamente spazio a degli altri, per dei
frenetici botta e risposta.
In un oceano di risate ho comunque individuato alcuni numeri particolarmente riusciti, imitando gli originali nelle movenze, oltre che nelle voci, e in qualche caso anche con qualche veloce travestimento, magari una parrucca o un accessorio che si possa indossare in un attimo: i meglio imitati mi sono sembrati Luca Giurato con la sua camminata dinoccolata, Riccardo Cocciante, che arriva a malapena ai tasti del pianoforte, Gigi Marzullo all’interno dello schermo televisivo, Adriano Celentano con tanto di scoppoletta e risata coinvolgente, ma potrei dire Lucio Dalla, Totò, Michele Santoro nelle sue invettive politiche, veramente una gran quantità di risate concentrate.
Poi
la scena è passata ad Alessandro Serra; lui è sempre stato meno plateale, non
usa travestimenti e non fa imitazioni, ma si è continuato a ridere sulla forza
delle battute, e questo gli dà merito ancor di più. Nessun effetto scenico, ma
solo una polemica sulle cose della vita, sulle domande cretine che spesso ci
vengono rivolte e nemmeno lo capiamo perché rispondiamo sul serio. Lui è un
polemico che non urla, ti abbatte con le parole; dopo l’indigestione di vip lui
sposta il mirino sulla gente comune, che ride perché ci si riconosce. Ci vuole
abilità e un ottimo testo per continuare a far ridere con una scena più statica
di quella usata da Calabrese, e lui ce l’ha. Conclude alla grande con la storica
presa in giro della paura dell’aereo e delle buffe istruzioni che ci vengono
date nell’infausto caso che si vada giù.
Due grandi artisti che non hanno dato tregua alla risata, ognuno col suo repertorio e con le loro diversità, ma entrambi degni del già ricco curriculum cabarettistico e televisivo.