FRANKIE & MAX, CHE COPPIA!
SPETTACOLO DOPPO ALL’AMBRA GARBATELLA
di Alessandro Tozzi
MASSIMILIANO
BRUNI – POTERE ALLE PAROLE
Regia Massimiliano Bruni
Con Massimiliano Bruni, Frankie Hi NRG MC, Francesco Bruni, Roberto Gatti
Roma, Teatro Ambra alla Garbatella, dall’11 al 23 ottobre 2011
Un’accoppiata vincente, questa che potremo ammirare fino al 23 ottobre all’accogliente Teatro Ambra alla Garbatella, alla sua prima stagione per intero dopo l’apertura in corso del novembre 2010.
Un grande rapper autore di sé stesso e un comico, sceneggiatore e regista in rapida ascesa, cioè Frankie Hi NRG MC e Massimiliano Bruni, reduce dal successo cinematografico di Nessuno mi può giudicare.
Il comune denominatore dei due in questo spettacolo è la denuncia sociale, cambia solo lo strumento utilizzato: la musica per l’uno, la comicità per l’altro.
Tanto amara che proprio Bruno entra in scena dalla platea, come uno che passa di lì per caso e vede la locandina dello spettacolo; annuncia di aver voglia di sorridere un po’, di divagarsi, di non pensare a tanti problemi. Legge i nomi dei due protagonisti che gli sono subito simpatici, quel rapper che fa quelle rime geniali e quel cicciottello che fa tanto ridere. Poi va avanti nella lettura del comunicato e trova i temi affrontati: immigrazione, mafia, camorra, stragi di stato, disoccupazione e si dissolve in un attimo.
E’
il momento di Frankie, che apre con uno dei suoi capolavori storici, Potere
alla parola, accompagnato dal fido Francesco Bruni alla chitarra,
nell’occasione acustica, e da Roberto Gatti alle percussioni. Insolito
ascoltarlo in questa dimensione, col pubblico silenzioso, senza l’oceano sonoro
a tappezzargli dietro la canzone, ma appare subito come un’ottima occasione per
apprezzare meglio il contenuto dei brani.
Si capisce allora che sarà una serata all’insegna del sorriso amaro, si capisce che godremo forse meglio di altre circostanze le rime baciate di Frankie e il loro arguto contenuto, si capisce che i monologhi a sprazzi di Massimiliano Bruni ci faranno tanto sorridere. Ma sempre con quel retrogusto amaro.
Allora si assiste ad un pezzo di Bruni che affronta il tema della solitudine, spesso forse la vera condizione attuale di molti cittadini, ubriacati dall’ondata di falsa comunicazione indotta dagli strumenti moderni come Facebook e telefoni cellulari d’ogni specie. Nonostante tutto restano le cosiddette “zone d’ombra”, quegli intervalli di tempo talvolta molto lunghi in cui si è soli anche con tutti questi mezzi di comunicazione in mano, oppure si è soli anche se in apparenza in compagnia, come avviene facendo sesso a pagamento. La storia del tizio in piena crisi da zona s’ombra viene narrata con l’abilità comica e i tempi giusti che contraddistinguono Bruno.
Tutto
è pronto per Rap lamento, per niente velato anagramma di “parlamento”,
per cui torna in azione Frankie con la forza dei suoi suoni. I concetti
espressi, quell’immagine del parlamento come lo stadio senza campo di gioco,
quelle parole messe in fila con una musicalità tutta propria incantano e fanno
riflettere.
Si affronta poi la crisi del lavoro attraverso la parodia di Bruno che cerca la propria identità, dapprima perfino nella religione pur di credere in qualcosa, poi si finisce al lavoro vero e proprio con le storia di un arruolato in Polizia per sostanziale mancanza d’alternativa e quella di tale Gennaro Ruoppolo, napoletano in bolletta che dopo aver girovagato per tutta l’Italia e cambiato mille mestieri alza bandiera bianca e diventa camorrista perché è l’unico modo per arrivare a fine mese.
Tra una storia e l’altra, drammatica e comica al tempo stesso, incalza sempre Frankie con altre sue perle, fino a Fight da faida, tristissimo specchio della nazione, ancora attuale dopo quasi vent’anni dalla sua pubblicazione. Meravigliosa l’esecuzione “soft”, senza l’esplosione di colori e suoni che in genere la accompagna dal vivo. Anche la voce sguazza limpida nel microfono, senza turbative elettriche, il messaggio arriva benissimo ed è gradevole nella sua mestizia, perché Frankie è concentrato e non perde un colpo.
L’alternanza
si interrompe solo per il duetto finale di Quelli che benpensano, unico
momento in cui i due sono sul palco insieme: grande pezzo e degna conclusione di
una serata magica tra ottima musica, parole intelligenti e qualche risata.
Una serata insolita ma bellissima soprattutto per Frankie e i musicisti; e anche faticosa, come racconta Francesco Bruni. “Sembra una serata riposante perché in versione acustica e senza l’adrenalina del concerto tradizionale, ma ti assicuro che qualsiasi errore sarebbe molto più evidente così perché non ci sono le urla e gli altri strumenti a coprire, occorre massima concentrazione per tutti, compreso Frankie, ma almeno in questo modo anche le parole restano molto in risalto. Poi ad ottobre non immaginavamo questo caldo”. Questa è Roma, aggiungo io.
C’è da sperare solo che il tutto sia condito dalla giusta dose di riflessione. C’è tempo fino al 23 ottobre per gustare questo magnifico spettacolo a prezzo popolare, onore e merito dunque al Teatro Ambra alla Garbatella che così ha voluto caratterizzare la sua prima stagione vera.